28 Settembre 2007

Maxiparcheggio in barba a 700 no

PIAZZALE BACONE Maxiparcheggio in barba a 700 no
Il Consiglio di zona 3 approva il progetto tra le proteste dei residenti

MILANO SETTECENTO firme contro il maxiparcheggio sotterraneo di piazzale Bacone. Settecento no raccolti, in meno di una settimana, tra i resdienti dal comitato di quartiere e presentati, ieri sera, al Consiglio di zona 3. Seduta calda quella del “parlamentino“, che, alla fine, in vista della Conferenza dei Servizi fissata per il 12 ottobre, ha espresso parere favorevole al parcheggio con 17 sì, 12 no e un astenuto. Prima e durante la seduta, una settantina di cittadini ha organizzato un sit-in ed esposto cartelli contro il progetto: “No alla banda del buco“, “No ai box“, “Dove parcheggiamo mille bambini per i prossimi tre anni?“. E, ancora, “Più verde, meno Viola“: il riferimento era al presidente del Consiglio di zona 3, Pietro Viola, appunto. Tra i firmatari della petizione per il no compaiono anche Stefano Civardi, magistrato della procura di Milano e Carlo Maria Donzelli, presidente del Codacons. Sei piani interrati, 480 posti auto, questi i numeri del parcheggio, affidato alla cooperativa Milanocentro. Un parcheggio che sorgerebbe a pochi metri da quello già operativo di via Ozanam, le cui rampe danno proprio su piazzale Bacone. Questo il primo motivo dell`opposizione di settecento residenti. “Perché concentrare in piazzale Bacone due megaparcheggi per un totale di 800 posti auto?“ si chiede Giampiero Attanasio, del comitato di quartiere. Prima di provare una risposta: “Non essendo riuscito a far passare i progetti di piazza Aspromonte e piazza Lavater, ora si tenta un colpo di mano“. E – a detta del comitato – i parcheggi sotterranei in piazza Lavater e Aspromonte furono bloccati per la mancanza di parametri di sicurezza “che mancano anche in piazzale Bacone“. “Il parcheggio – continua Attanasio – avrà tiranti d`acciaio fissati alle fondamenta dei palazzi come quelli che hanno provocato danni strutturali in via Ampere“. “I palazzi della zona sono datati – conferma Letizia Besozzi, 58 anni, dall`86 in piazzale Bacone -: alcuni residenti di via Ampere sono in causa col Comune, non vogliamo trovarci nella stessa situazione“. Il parcheggio “arriverà poi a due metri dagli edifici circostanti, meno dei 3,5 metri che – sottolineano i residenti – sono bastati per bocciare il parcheggio Lavater“. Infine, il verde. Il progetto prevede l`abbattimento di “quattro platani e di un acero monumentale“ e la chiusura per tre anni del giardino in cui “mille bambini di materne, elementari e medie della Bacone fanno il doposcuola“. “I residenti non sono stati informati per tempo – conclude Attanasio – e, in barba a un`ordinanza del sindaco, il consiglio di zona non ha applicato la procedura partecipativa prevista in questi casi: faremo ricorso al Tar“.

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