28 Luglio 2009

“Maxi-deposito gas a Rivara: stop alla valutazione ambientale”

«Maxi-deposito gas a Rivara: stop alla valutazione ambientale» Un passaggio del decreto anticrisi allarma i comitati del no

 SAN FELICE ESISTE la possibilità che il progetto di stoccaggio gas di Rivara possa essere esentato dalla Valutazione di Impatto Ambientale (Via), dal controllo degli enti locali, e sottoposto esclusivamente al giudizio del capo del governo e del ministro dello Sviluppo Economico, Scajola. Ad avanzare questa ipotesi, che suscita inquietudine tra gli avversari del progetto di maxi-deposito, in attesa di conoscere i reali effetti del decreto anticrisi del Governo sulla vicenda gas, è il presidente del Comitato No Gas di Rivara, Michele Goldoni. «Nel decreto _ sottolinea Goldoni _ si legge che in materia di centrali è soppresso il ruolo del ministero dell’Ambiente e degli enti locali nelle autorizzazioni per la realizzazione di centrali di produzione e per le reti di distribuzione di energia. Se questa eventualità _ continua _ fosse anche solo parzialmente confermata, attiveremo i nostri legali». C’E’ LO STATO di allerta tra i Comitati di Rivara, Massa Finale, Le Valli, ma soprattutto di attesa degli effetti del decreto, anche in considerazione del fatto che Independent Gas Management si appresta a presentare per la seconda volta, al vaglio del governo, il progetto del maxideposito di gas in acquifero, unico nel suo genere in Italia e con una capacità complessiva pari a 3,7 miliardi di metri cubi. Entro la settimana il Senato dovrà dare la propria valutazione e il decreto potrebbe diventare legge.  INTANTO CONTINUA il silenzio del Codacons, modenese e nazionale, sulla vicenda rimborsi.  Mesi fa più di centoventi famiglie, i cui immobili sono situati nell’area destinata al deposito, versarono al Codacons duecento euro a testa per farli valutare Ma dopo gli accordi intercorsi tra il Codacons e il senatore Carlo Giovanardi in merito alla necessità di valutare gli effetti del deposito di gas sotto il profilo ambientale e della sicurezza, novanta famiglie decisero di sciogliere il vincolo con il Codacons e di chiedere la restituzione della parcella.  Il Codacons modenese ha fatto sapere sia di non avere ricevuto le richieste, che le famiglie dichiarano invece di aver inoltrato, avendo copia della ricevuta di raccomandata, sia che della vicenda rimborsi se ne occupa il Codacons nazionale, che al momento però tace.
 

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