Maxibolletta , ma per errore
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fonte:
- Trentino extra
La famiglia, regolare coi pagamenti, chiede i danni “Maxibolletta“, ma per errore Telecom pretende 14 mila euro di arretrati “fasulli“
Il primo pensiero logico, dopo aver strabuzzato gli occhi, è stato: “Impossibile. Dev`essere un errore di stampa“. Eppure, quel cedolino di pagamento appena ritirato dalle mani del postino dice proprio ciò che c`è scritto: 14 mila euro di bollette arretrate, richiesti da Telecom. Un errore grossolano per il quale la famiglia chiede ora un risarcimento danni. La famiglia ha ricevuto l`ingiunzione dui pagamento lunedì. Lui è un giovane operaio, lei è casalinga. Vivono in un modesto appartamento a Rovereto con i due figli piccoli e la loro bolletta media si aggira sui 90 euro. Sempre pagata. L`ultima, di 103 euro, è stata pagata in questo mese tramite la banca di appoggio. Sulla busta e sulla carta intestata c`è il logo di Intrum Iustitia, l`agenzia recupero crediti a cui si appoggia Telecom. La missiva contesta l`inadempienza in merito alle ultime due fatture Telecom. Basterebbe già questo per denunciare l`errore, quelle bollette sono state già pagate e le ricevute della stessa Telecom lo certificano. Ad ogni buon conto, la coppia – molto agitata dalla preoccupazione di dover pagare l`astronomica cifra di 14 mila e 315 euro “entro 10 giorni dal ricevimento della presente“, come recita la formuletta di Intrum Iustitia – dopo una notte insonne si rivolge al Codacons. E a un`analisi più approfondita si comprende persino la dinamica dell`errore. Anzi, degli errori. Che sono almeno tre: la contestazione di morosità (infondata: le bollette 2/2008 e 3/2008 risultano pagate entro i termini), gli importi sballati e la mancata corrispondenza delle somme contestate con l`importo complessivo richiesto. L`unico elemento che corrisponde è il numero di serie delle fatture. Osservando l`importo sulle ultime due bollette, rispettivamente di 103,50 e 39,65 euro, si nota che le cifre richieste da Telecom sono di 350 e 965 euro. Incongruente. Infatti, pare di capire, le prime due cifre (quelle che indicano le centinaia e le decine) sono state tralasciate – forse per un errore del sistema meccanografico che compila la modulistica -, ignorando la distinzione tra numeri primi e decimali. E` così che 130,50 diventa 350, e 39,65 diventa 965. Ed ecco la terza topica: sul bollettino è stampigliata la cifra da versare, che però non corrisponde ai 1415 euro della somma tra le due bollette ritenute a torto non pagate. L`ufficio legale del Codacons suiè mosso subito, inviando una lettera raccomandata a Intrum Iustitia chiedendo l`immediata correzione dei dati e lo storno di quelle cifre sballate dalla propria contabilità telefonica. La famiglia inoltre, per il patema d`animo subìto chiede un ristoro dei danni quantificato in 200 euro.
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