29 Marzo 2003

Maxi multa alla Philip Morris e agli ex Monopoli

SENTENZA DELL´ANTITRUST: TRA LE DUE AZIENDE C´ERA UN ACCORDO DI CARTELLO PER FAR SALIRE IL PREZZO DELLE SIGARETTE

Maxi multa alla Philip Morris e agli ex Monopoli





ROMA

Un altro capitolo della battaglia contro il fumo, questa volta non sul versante della salute ma su quello, quasi altrettanto sensibile, del portafoglio. L´Antitrust sanziona il «cartello» sui prezzi delle sigarette: multa di 50 milioni alla Philip Morris e di 20 milioni all´Ente nazionale tabacchi (Eti) per «intesa restrittiva della concorrenza nel mercato dei tabacchi». L´intesa venne realizzata fra il `93 e il 2001, le sanzioni riguardano cinque società del gruppo Philip Morris e l´Eti, che fino al `99 era denominato Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. Il Garante ha intimato di cessare «la continuazione dell´infrazione». I Monopoli e la Philip Morris avevano dunque realizzato «un´intesa che ha alterato le dinamiche concorrenziali di prezzo sul mercato italiano delle sigarette – spiega il Garante – riuscendo ad aumentare i ricavi e a mantenere una quota di mercato congiunta del 90%, arrecando così un grave pregiudizio ai consumatori». Questo è stato possibile tramite «la conclusione dei contratti di licenza, di produzione e di vendita, la definizione degli incrementi di prezzo e la conseguente azione congiunta per indurre l´aumento di tutte le sigarette, e limitare l´inserimento di nuove marche». L´istruttoria, avviata il 14 giugno 2001, ha confermato che i due principali operatori avevano realizzato una concertazione delle strategie commerciali.
Ovviamente la Philips Morris ricorrerà contro la decisione del Garante. Afferma il vice presidente Mark Friedman: «Questa decisione ignora la realtà, ovvero che in Italia il mercato delle sigarette è stato controllato dal governo per molti anni. Un controllo che avveniva attraverso l´Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato che era responsabile della regolamentazione, produzione, commercializzazione e distribuzione delle sigarette nonchè della raccolta delle entrate fiscali. Il Garante ha condannato Philip Morris per aver effettuato aumenti di prezzo che erano richiesti dallo Stato come parte delle politiche fiscali e di bilancio». A Friedman il presidente dell´Antitrust, Giuseppe Tesauro, risponde: «Abbiamo concentrato l´attenzione sui Monopoli di Stato come impresa, e lì ci siamo fermati».
Anche tre associazioni di consumatori scendono in campo, ma in difesa dei fumatori «truffati» a causa del cartello Philip Morris-Monopoli. Codacons, Adusbef e Federconsumatori hanno intenzione di «portare avanti cause di rimborso e far ottenere la restituzione del 20% delle cifre pagate per le sigarette». Ma attenzione, solo a patto che i fumatori riescano a dimostrare di aver smesso nel frattempo di fumare. E per i patiti del tabacco si profila un altra «grana». «Se c´è un divieto è giusto rispettarlo», dice il vice ministro per i Trasporti, Mario Tassone: si riferisce al divieto di fumo che da Pasqua sarà applicato su tutti i treni locali. Tassone confessa di essere un fumatore «di sigari toscani, ogni tanto». Ma si allinea: «C´è un regime unico che impedisce il fumo? Io l´accetto, non i doppi o tripli regimi che possono esserci da treno a treno».

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