Maturità, l`ecatombe dei privatisti
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fonte:
- la Repubblica
Su 447 candidati, oltre 250 sono usciti di scena prima ancora di sostenere l`esame
UN business da oltre un milione e mezzo di euro l`anno. Solo a Genova. è il calcolo sulla resa delle scuole private, quelle che preparano due, tre, quattro e anche cinque anni in uno. Sono i cosiddetti “diplomifici“ che per questa tornata di esami di maturità nello scorso gennaio avevano iscritto 447 candidati, di cui la metà si è già ritirata. Più di 250 studenti hanno gettato la spugna prima di affrontare le prove di idoneità, tenute a metà maggio nelle tre scuole di Genova che accolgono questo esercito: Vittorio Emanuele-Ruffini, Gobetti ed Einaudi di Sampierdarena. “Molti rinunciano prima – spiega Nicolò Scialfa, preside al Vittorio Emanuele II – appena sanno di dover sostenere l`esame, scatta l`autoselezione“. Ne sono rimasti il lista circa 250 (su un totale di 5.790 candidati delle statali, delle comunali e delle paritarie, le private che sono diventate tali con la Riforma-Moratti), quasi tutti con più di 25 anni, qualcuno anche coi capelli grigi, divisi nelle tre scuole genovesi. La maggior parte di loro, però, proviene da fuori città, molti lontano dalla Liguria, dribblando la normativa che dallo scorso anno impone di sostenere la maturità nella regione di residenza, comunque nella sede scolastica più vicina a casa. Il provvedimento è stato introdotto nel 2006 dal ministro Giuseppe Fioroni, per arginare lo scandalo nazionale dei diplomi facili. Tanti studenti, per ottenere il titolo di Stato di “dirigente di comunità“, che consente di diventare maestri di asilo, assistenti sociali in strutture per anziani, nelle Asl, e superare lo scoglio, anzitempo hanno chiesto la residenza presso parenti ed amici, ma anche affittato stanze in città a prezzi da capogiro (si parla di 300 euro a letto) e case in Riviera. Anche se il Codacons lo scorso anno presentò un ricorso al Tar del Lazio, chiedendo che i candidati potessero sostenere le prove nelle regioni e nelle scuole scelte da loro. Il primo giro di vite sui diplomi facili era giunto con Letizia Moratti, che nel 2005 durante lo svolgimento degli esami aveva disposto ispezioni a tappeto in quasi tutte le scuole dove venivano esaminati candidati esterni. è servito solo in parte. Quest`anno i circa 250 privatisti che si sono concentrati nel capoluogo ligure, arrivano dalla provincia di Como, da Massa Carrara, da San Colombano Certenoli, da Borzonasca, Chiavari, Casella, diversi sono genovesi. I loro istituti di preparazione nel capoluogo ligure sono il Cepu di via Petrarca, il Matteotti di via XX Settembre e via Sestri, l`Istituto Europeo di corso Galliera, l`Istituto Scolastico Manzoni di Chiavari. Li hanno conosciuti attraverso la pubblicità. Ciascun studente paga al centro di formazione dai duemila ai tremila euro l`anno, che possono diventare quattromila se gli anni da recuperare sono cinque in uno. La vicenda ricorda il passato al linguistico Deledda. Qui, per anni e prima che il ministero concedesse la parità alle scuole private (la possibilità di effettuare esami di Stato in sede) si era verificata un`elevata concentrazione di candidati esterni, provenienti da tutto il Nord Italia, che ambivano al diploma di Stato in lingue. L`istituto di via Bertani era stato oggetto di ispezioni ministeriali e di sospetti, persino di indagini della magistratura, che, però, non hanno sfiorato il liceo genovese, ma si sono concentrate sugli istituti privati.
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