Maturità, la talpa informatica colpisce ancora
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fonte:
- La Stampa
ROMA Alle 10,07 «Il Nuovo.it» informa maturandi, genitori e parentado che Epitteto, con la sua prosa «tosta», è capitato tra capo e collo sugli studenti del classico. Alle 12,30 il medesimo gruppo familiare poteva trovarne la traduzione dal greco su «Studenti.it» e su «Kataweb». «Matura.it» – altro baluardo della trincea studentesca – aveva promesso già dal giorno precedente che tutto sarebbe stato dato «on line» appena possibile: testo, traduzioni, soluzioni, suggerimenti e via elencando. La blindatura che il ministero della Pubblica istruzione aveva eretto a difesa della segretezza della seconda prova – greco per il classico, matematica per scientifico e magistrali, figura disegnata per l?artistico, eccetera – si è sbriciolata già nelle prime ore del mattino, decretando una Caporetto della sicurezza, dopo l?analoga performance dell?altro ieri. Solo nelle prime ore del mattino – allievi già in aula – «studenti.it» ha avuto 10 mila contatti: mamme, papà, amici, non c?è dubbio. Ma quante preziose imbeccate sono poi transitate verso le aule delle patrie scuole?
D?altronde «Matura.it» forniva, giusto in apertura di sito, ampie delucidazioni su come trasferire ogni informazione utile via wap. E quindi vai a capire quanto e come si sarà copiato. Certo, molti «suggerimenti» sono apparsi in rete verso le 13, quindi troppo tardi. Ma insomma, c?è di che riflettere. Tant?è che il pugnace CODACONS – associazione di consumatori e utenti – ha ipotizzato addirittura il reato di mancato controllo da parte del ministero. Tutto potrebbe finire quindi in carte bollate, e sulle teste dei diplomandi qualcuno ha fatto aleggiare lo spettro dell`annullamento. Al ministero della Pubblica istruzione la ministra è – lei sì – blindata nel suo ufficio e si riserva di parlare solo dopo che il Parlamento abbia votato la fiducia al governo. Un portavoce non esiste ancora, e lo staff amministrativo tace, non senza imbarazzo. «La verità – dice alla Stampa un alto dirigente del palazzone di viale Trastevere – è che siamo stati colti di sorpresa. Le prove d?esame non possono essere divulgate prima di tre ore dalla loro dettatura in aula: lo stabilisce una circolare del ?92 che fa riferimento a un regio decreto del ?25, si figuri. Ma insomma, non c?è mai stato il problema di proteggere questi testi più di tanto. A metà mattina, come da tradizione, era il ministero stesso a diffonderli e radio e tv ne davano notizia più o meno all?ora di pranzo, quando tutto era finito. Ora invece i giornali on line sono agguerritissimi e con l?aiuto di telefonini, palmari e altre meraviglie del genere, hanno reso ogni nostra precauzione obsoleta». Eppure di queste precauzioni il ministero non era stato parco: semplicemente non aveva fatto i conti con la modernità. Le tracce dell?esame di Stato – infatti – vengono definite da una commissione di esperti che il ministero istituisce, in genere al suo interno, ogni anno. Queste assise presentano per ogni indirizzo di studio una «rosa» di ipotesi che il ministro in persona poi sceglie. Alcuni giorni prima della maturità – la data è tenuta sempre riservata – viene preparata una busta per ogni commissione d?esame (più di 11 mila) con dentro i testi delle tracce. Il ministro stesso consegna personalmente ai direttori regionali della pubblica istruzione (gli ex provveditori) le buste relative alle scuole della propria regione. Questi poi le trasferiscono, manualmente e senza intermediari, ai presidi. Questi ultimi – infine – devono consegnare le buste al più vicino posto di polizia per la custodia. La mattina della prova un poliziotto porta a mano la busta al presidente di ogni commissione. Sicurezza e riservatezza massime. Indubbiamente. Ma poi sono arrivati Internet, i giornali on line, i telefonini wap… l?informazione impalpabile. E tutto è saltato.
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