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28 Giugno 2002

Maturità, interrogatori sulla fuga di notizie

Maturità, interrogatori sulla fuga di notizie


Roma, tre funzionari della Pubblica Istruzione in Procura. Orali, severi i giudizi dei professori




ROMA – Sono iniziati i colloqui della maturità. E per la prima volta nella sua storia, anche la prova è stata sottoposta a un attento esame per verificare i punti più deboli, i passaggi dove la riservatezza delle tracce è a rischio. Tre alti dirigenti del ministero dell?Istruzione, infatti, si sono recati a piazzale Clodio, come persone informate dei fatti, per essere ascoltati dalla procura di Roma. L?indagine, assegnata al pubblico ministero Adelchi D?Ippolito, riguarda una presunta fuga di notizie sulla versione di latino destinata ai licei classici. Il reato ipotizzato è la rivelazione di segreto d?ufficio. Un altro pm, Paolo Ferraro, si sta invece occupando della comparsa su diversi siti delle tracce e delle relative soluzioni, tra le 9 e le 10 di giovedì, quando le seconde prove erano in pieno svolgimento.



IL GIALLO – Intorno alle 22,30 del 19 giugno, alla vigilia della seconda prova scritta, un messaggio comparso sul forum del sito internet «Studenti.it» proponeva una traccia abbastanza vicina a quella che sarebbe uscita l?indomani dalle buste: il «De Amicitia» di Cicerone. C?era una sola imprecisione, quella sul capitolo. Era il XVIII e non il XXIII, come si leggeva nel messaggio. Questo particolare è valso a salvare la maturità 2002. Ma non a evitare l?inchiesta. Per il ministero dell?Istruzione la riservatezza delle prove di maturità è stata garantita. La supposta fuga, spiegano a viale Trastevere, «non ha minimamente influito sul regolare svolgimento degli esami». I tre dirigenti del ministero hanno chiarito al pm le procedure attraverso le quali si arriva alle tracce definitive e i criteri per la trasmissione delle prove alle scuole. Nei prossimi giorni il magistrato ascolterà gli altri dipendenti del ministero che hanno avuto a che fare con le tracce d?esame prima della consegna alle scuole. La catena di montaggio delle prove, dalla formazione di una rosa molto vasta alla scelta definitiva, è protetta sufficientemente da occhi indiscreti? Oltre i funzionari, altre persone possono entrare casualmente in contratto con i testi? Il magistrato interrogherà anche il ragazzo che ha inviato dal suo pc il messaggio con le coordinate, quasi esatte, sul brano di Cicerone dieci ore prima dell?apertura delle buste. E? stato un caso? Non si può escludere, nel gran polverone delle presunte «soffiate». Lo studente dovrà comunque spiegare al pm da chi ha raccolto quella voce, poi rivelatasi abbastanza esatta. Al vaglio della procura c?è anche una denuncia del Codacons nei confronti del sito «Matura.it» che, secondo l?associazione dei consumatori, avrebbe proposto, dietro pagamento, una card per accedere a informazioni riservate sulle prove.




GLI ORALI – Quarantott?ore dopo la correzione delle prime tre prove, in alcune scuole romane sono cominciati gli orali. Al liceo scientifico Farnesina il presidente delle commissioni, Antonio Daniele Risi, 53 anni, esprime giudizi severi: «Appena si esce dai temi preparati dai maturandi, dalla tesina – dice – gli studenti stentano. E comunque questa formula, le commissioni con soli professori interni, deve essere cambiata, così non va». Non ditelo agli studenti, però, che entrano impauriti (Camilla prega a mani giunte, nel cortile, in attesa dell?interrogazione) ed escono ammettendo che «così l?esame è più facile, i professori sanno come aiutarci». All?istituto professionale per i servizi sociali Cannizzaro il professore d?inglese propone ai ragazzi di firmare il referendum «in difesa della scuola pubblica». Il presidente, Roberto Dottorini, riesce a calmare una ragazza sorpresa dall?emozione. «Per me non è stato semplice – racconta Cecelia Cocciante, 21 anni – ho pianto, tremavo, balbettavo». Da una classe arrivano musiche tribali. E? la tesina in cd rom di Amanda Panella, 18 anni, «L?immigrazione», colonna sonora diversa per ogni argomento: «L?esame con i professori interni? Ci sono pro e contro: ci aiutano un po?, certo, ma se hanno pregiudizi, se ti considerano uno scarso, allora ci sono poche speranze».

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