12 Giugno 2002

Maturità, caccia on-line ai segreti dei prof




ROMA ? Nell`era telematica, dove Internet dà di tutto e di più, poteva mancare lo «spionaggio studentesco»? Certamente no. Soprattutto ora, con le prove di maturità alle porte e, diciamocelo, con la paura che fa novanta. Stavolta le informazioni più ambite da parte di chi dovrà sostenere gli esami sono quelle relative ai presidenti di commissione, visto che gli altri commissari saranno gli stessi che hanno seguito i ragazzi durante l`anno.

«Fissata col Petrarca»

Ma cosa c`entra Internet? C`entra, c`entra… Per conoscere nome e cognome, ma soprattutto indiscrezioni sul carattere del presidente e sui suoi «pallini», basta cliccare sul sito www.studenti.it, che ha attivato il servizio «Cercaprof».
C`è di tutto: la materia insegnata dal presidente, quali sono le domande cha fa di solito, le sue «fissazioni», i commenti sulla sua bontà o perfidia e perfino le cose da non dire assolutamente durante l`esame. Qualche esempio? C`è una professoressa di Roma che «sta in fissa col Petrarca», oppure «se avete la fortuna di appartenere al gentil sesso, quel prof sarà ben disposto», o ancora «fate i brillanti, lo conquisterete».
La richiesta di www.studenti.it è anche quella di «schedare» i propri insegnanti per dare dritte utili ad altri studenti. E di informazioni, in questo sito, se ne trovano davvero a bizzeffe, visto che sono monitorati ben 1.800 docenti delle scuole superiori e 2.000 professori universitari. Insomma, è una sorta di servizio di «spionaggio» (finalmente non segreto…) che però genera anche una polemica.
Parla infatti di vera e propria «schedatura» dei presidenti di commissione il responsabile dell`Osservatorio sui diritti dei minori, Antonio Marziale: «Ci si imbatte in sottoservizi del tipo “svergogna il tuo prof“, tendenti non solo a mettere in piazza le caratteristiche pedagogiche degli insegnanti, ma anche gli aneddoti sulle loro debolezze umane. Mi chiedo quanto sia legale violare palesemente la privacy di gente preposta a un compito così delicato e fondamentale come l`insegnamento».
E il Codacons gli fa eco chiedendo di sospendere il servizio «per non fa sì che esso «sicuramente inserito in buona fede e nell`interesse degli alunni, possa concretizzarsi in un danno per gli stessi».

«Il servizio è legale»

Ma Enrico Milic, direttore editoriale del portale, non ci sta. E spiega: «Si dà un servizio in più ai maturandi per permettere di conoscere le cinque domande più frequenti poste dai commissari d`esame e il grado di severità di ciascun professore. È una valutazione dell`attività scientifica dei docenti, che naturalmente è pubblica e non privata».

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