23 Giugno 2001

Maturità ancora nella bufera

Roma, s?indaga sulla fuga di notizie: un?ora dopo la dettatura tracce dei compiti su Internet.

E ora esplode anche la polemica sugli scrutini.

Maturità, inchiesta della Procura
Il sottosegretario Aprea: non è stata intaccata la validità degli esami

ROMA – Maturità nella bufera. La Procura di Roma ha aperto un?inchiesta sul giallo dei compiti sbarcati su Internet appena dopo la dettatura ai 500 mila candidati d?Italia. Per ora è un fascicolo contro ignoti, senza alcuna ipotesi di reato. Ma il Codacons che ha presentato l?esposto ipotizza il reato di «violazione del dovere di segretezza» e «utilizzazione del segreto d?ufficio». Gli studenti hanno copiato. Ovvio, non tutti. Grazie ai telefonini wap, un numero imprecisato di ragazzi (c?è chi dice migliaia) si è collegato ai siti che già da giorni promettevano «traduzioni in tempo reale». Solo il sito “studenti.it“ ha registrato duemila contaTti. C?era perfino chi nella Rete vantava: «Vi daremo compiti svolti da insegnanti». Ciò che è accaduto non ha precedenti. L?anno scorso c?erano state delle avvisaglie, forse delle “prove generali“. E il ministero aveva chiarito: «Chi usa il telefonino in aula rischia la bocciatura». Il fenomeno ora è esploso: da settimane i siti erano gonfi di notizie, previsioni, indiscrezioni. C?era tutto quello che un cyber-candidato poteva desiderare, fino alle tracce dei temi il giorno dello scritto, un?ora dopo la dettatura. Il record lo ha battuto il greco: prima delle nove la traduzione del brano di Epitteto circolava nelle aule.

Che cosa accadrà? Il ministro della Pubblica istruzione Letizia Moratti l?altro giorno ha ammesso: «Vanno cambiate le procedure». Poi in un comunicato precisava che: «L?esame non è a rischio». Il sottosegretario Valentina Aprea ieri ha rilanciato: «Non è stata intaccata la regolarità delle prove, non ci risulta che siano state commesse delle irregolarità. Comunque, ci sono delle indagini in corso».

Intanto migliaia di commissari correggono compiti con il dubbio: sarà roba sua o viene dalla Rete? Gli studenti gongolano soddisfatti, ma i prof sentono svanire le certezze che la maturità riformata aveva dato loro. I poveri professori si sentiranno più in crisi quando leggeranno la relazione del presidente dell?Istituto nazionale di valutazione. Benedetto Vertecchi, infatti, sta per concludere un?indagine svolta su un vasto campione di correzioni che riguardano le tre prove scritte della maturità dello scorso anno. La sentenza non è gratificante. «Le correzioni fatte dai docenti – afferma Vertecchi – nella maggior parte dei casi non sono attendibili. Perchè non hanno criteri scientifici: le correzioni non sono nè “omogenee“, nè “costanti“. Per esempio, abbiamo visto che dopo una sequenza di compiti disastrosi appena capita una cosetta mediocre la tendenza è a non essere troppo rigorosi. Viceversa, dopo una serie di elaborati buoni l?insegnante tende ad essere più severo. Se usassero delle griglie, del tipo osservo la grammatica, la sintassi, la concatenazione logica, ecc., gli esami sarebbero più credibili».
Polemiche anche sugli scrutini. Per la prima volta dovranno essere fatti classe per classe, senza attendere la fine di tutte le prove. Immediata anche la pubblicazione dei risultati. I presidi sono insorti: «E? una disposizione assurda – sostiene Giorgio Rembado, presidente dell?Anp – non assicura a tutti i candidati una reale parità di trattamento. Eppoi, commissari e presidenti così sono esposti alle pressioni di quanti non si riterranno soddisfatti degli esiti». Un altro colpo alla maturità viene dagli psicologi europei. Il loro giudizio sui nostri esami è negativo: «Troppo vasti e dispersivi, basati su una visione nozionistica e teorica dell`apprendimento>>.

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