Mattone, i «saldi» non sono finiti In 4 anni quotazioni giù del 10%
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fonte:
- Giornale di Brescia
ROMA È ancora stagione di saldi sul ‘mattone’. Il metro quadro si fa sempre più conveniente, con lo sconto che diventa a doppia cifra. A monitorare le quotazioni sul mercato è l’ Istat, che registra un nuovo, l’ ennesimo, calo per i prezzi delle abitazioni, ormai inferiori del 10,4% rispetto a quattro anni fa, quando la rilevazione è cominciata. D’ altra parte sono due anni che l’ Istituto di statistica non fa altro che registrare ribassi. All’ inizio a scendere erano solo i listini delle vecchie case, non più di prima mano, ma poi, a partire dallo scorso anno, hanno iniziato a diminuire anche le nuove. Insomma se si potesse parlare di deflazione anche per gli immobili, sarebbe di certo questo il caso, con tutto ciò che ne consegue. L’ Italia è infatti, come noto, un Paesi di proprietari, che fonda buona parte della propria ricchezza sul valore del patrimonio immobiliare. Solo nei primi tre mesi del 2014 la flessione, a confronto con l’ anno prima, è stata pari al 4,6%, più forte LA POSIZIONE Per le associazioni dei consumatori le abitazioni nel nostro Paese hanno ancora un prezzo troppo elevato per le abitazioni esistenti (-5,3%), meno per quelle ancora fresche di vernice (-2,6%). Il segno non cambia anche trimestre su trimestre (-0,7% nel complesso). Eppure sul fronte compravendite alcuni spiragli si erano aperti, l’ Osservatorio immobiliare dell’ Agenzia delle Entrate aveva rilevato un aumento delle transazioni sul residenziale di oltre il 4%. Anche se, veniva precisato, il rialzo è stato con molta probabilità spinto dallo slittamento al 2014 di una parte dei rogiti per sfruttare la più conveniente imposta di registro. Un altro segnale di ripresa era arrivato dall’ Abi, che nelle settimane scorse aveva registrato, sem pre nei primi tre mesi del 2014, una crescita dei mutui superiore al 20%. I consumatori sono però di diverso parere, con il Codacons che denuncia un crollo dei finanziamenti per l’ acquisto della casa del 72% in sei anni. Per Federconsumatori, invece, il calo registrato dall’ Istat per i prezzi delle abitazioni è «ancora insufficiente», visto che tra il 2001 e il 2008 il mercato è stato gonfiato da una «bolla speculativa», con le quotazioni lievitate del 49%. Comunque, sottolinea l’ associazione, agire solo sui prezzi non basterebbe: «È necessario operare una riduzione della tassazione, con la definizione- spiega -di vere ed adeguate detrazioni per la Tasi». Intanto non si allenta la stretta degli italiani sui consumi di tutti i giorni, con Confcommercio che segna per maggio un -0,7% su base annua, definendo «le misure di alleggerimento del carico fiscale insufficienti». Nel 2001 – secondo le due associazioni – per acquistare un’ abitazione di un appartamento -tipo, di 90 LA POSIZIONE Per le associazioni dei consumatori le abitazioni nel nostro Paese hanno ancora un prezzo troppo elevato mq in una zona semicentrale di una grande area metropolitana “bastavano” 15,3 annualita’ di stipendio. Oggi ne occorrono 19,1. Il picco si e’ toccato nel 2007, quando per acquistare tale appartamento -tipo erano necessarie ben 20,1 annualita’ di stipendio. Quindi, a fronte della grave contrazione della domanda di abitazioni, dettata dalla profonda crisi del potere di acquisto delle famiglie, il loro prezzo dovrebbe scendere in maniera decisamente piu’ marcata, di almeno il -18% rispetto ad oggi. Bisogna far ripartire il mercato immobiliare e per mettere le famiglie in condizione di non dover rinunciare ad un bene essenziale come la casa.
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