17 Agosto 2007

Mattel: In Italia tutto ok . Ma Barbie non lo sa

Mattel: “In Italia tutto ok“. Ma Barbie non lo sa Problemi e balocchi AltroConsumo in un negozio trova il gioco “richiamato“ dalla Mattel, che intanto parla della sicurezza dei propri prodotti Giacomo Russo Spena Roma Barbie con il suo cagnolino Tanner circola ancora liberamente per i negozi di giocattoli italiani. Forse nessuno l`ha avvertita del divieto. La scoperta è stata fatta da AltroConsumo, che ha condotto un`indagine a campione per verificare se i giocattoli pericolosi della Mattel, oggetto della campagna di richiamo, fossero stati effettivamente ritirati. “Abbiamo tranquillamente acquistato – riferisce l`associazione indipendente di consumatori – in un Toys Center a Roma una Barbie con codice J9472, che non sarebbe più dovuta essere in vendita. Non era la sola, altre cinque confezioni dello stesso prodotto facevano capolino dallo scaffale del punto vendita“. Eppure la Mattel, diffondendo sul proprio sito un confortante “Perché i vostri bambini sono i nostri bambini“, aveva annunciato in queste ultime ore che Barbie, in compagnia di Batman e Polly Pocket, era salita sulla macchina “Sarge“ (il sergente) per fuggire lontano dai piccoli clienti. “Abbiamo richiamato – spiega Emilio Petrone, amministratore delegato della Mattel Italia – preventivamente e volontariamente dal mercato tutti i prodotti considerati non a norma. Qualità e sicurezza sono i nostri punti forza“. Dopo la denuncia di AltroConsumo qualcosa non torna. I problemi riscontrati da questi giocattoli sono stati infatti confermati e sarebbero due: l`uso di una vernice al piombo non consentita e i rischi associati al distacco di magneti piccoli ma potenti, facilmente ingeribili per i bambini. Nel maxi ritiro, ben 18,6 milioni di pezzi a livello mondiale, l`Italia è stata coinvolta marginalmente, con la macchinina (di nome “Sarge“) della serie Cars che l`ha fatta da padrona con con i suoi 30 mila esemplari tolti dagli scaffali. Non sembrava un`impresa far “estinguere“ questi giocattoli per un`azienda non nuova ai richiami. Infatti già nel novembre 2006 il colosso americano aveva sequestrato, durante uno dei loro controlli, una serie di Polly Pocket, causa i soliti magneti “ingeribili“. Ma il ritiro si fermo lì, anche se i test furono eseguiti anche sugli altri giocattoli, considerati ora (solo ora) pericolosi. “Il motivo è che abbiamo alzato i parametri di sicurezza e siamo più severi con noi stessi“, risponde Emilio Petrone, che, ricordando l`assenza di malesseri o infortuni sulla vicenda, ribadisce di essere “orgoglioso“ della premura dimostrata dalla Mattel. Inoltre, spiegando come il consumatore sia sempre da tutelare, presenta “un piano di sostituzione dei prodotti richiamati“. Ma non è sufficiente per il Codacons, che chiede un vero e proprio “risarcimento“. “Indipendentemente – dichiara – dalla prova del danno diretto alla salute stessa del bimbo venuto a contatto con la vernice al piombo resta il danno esistenziale per la paura e il pericolo scampato“. Intanto il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello ha incaricato i Nas di Torino e del Comando generale di Roma di verificare la tempestività e il rispetto dei ritiri.

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