Matrimoni gay a Roma, pronta la strategia legale del Campidoglio
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fonte:
- Giornalettismo.com
Matrimoni gay trascritti a Roma , il Sindaco Ignazio Marino aspetta la mossa ufficiale del prefetto della capitale Giuseppe Pecoraro dopo la diffida inviata dalla prefettura al Campidoglio perché annullasse la trascrizione avvenuta sabato scorso dei matrimoni omosessuali celebrati all’ estero. Scaldano i motori gli uffici legali del Campidoglio, delle associazioni dei consumatori e anche gli avvocati dei privati cittadini coinvolti nella vicenda. IMPOSSIBILE ANNULLARE? – “Non so se il prefetto può venire con un grande timbro e apporre la scritta ‘annullato’ sul registro di stato civile. Io non celebro le unioni civili, né omosessuali né eterosessuali, perché la legge non me lo consente. Ciò che ho fatto è la mera trascrizione di un atto riconosciuto dai governi di altri Stati, molti dell’ Unione Europea, che dal 2002 chiede parità dei diritti per tutti i cittadini”, dice il sindaco Ignazio Marino. Secondo Libero, il Campidoglio sta “studiando le strategie legali” a 360 gradi: in base a quel che farà il prefetto, scrive il Messaggero, “revocando la registrazione delle nozze” con un atto amministrativo, si valuterà se procedere presso il Tribunale Amministrativo o davanti al Giudice Ordinario ; gli uffici legali del Campidoglio stanno anche vagliando la possibilità di adire direttamente il giudice Europeo . ARRIVA IL GIUDICE EUROPEO? – Ci sarebbe una “potenziale discriminazione” se il Prefetto ordinasse la cancellazione di un “atto civile, contratto legalmente in un paese Ue solo sulla base del sesso dei contraenti”; il coinvolgimento dei giudici europei potrebbe dunque certificare che l’ azione del Prefetto sarebbe illegittima. Chiaramente di diverso avviso l’ opposizione in Campidoglio, con Gianni Alemanno che parla addirittura della configurabilità dei reati di “abuso di ufficio e falso ideologico” a carico del sindaco Ignazio Marino. Nel frattempo anche il Codacons ha annunciato un ricorso al Tar contro le azioni del Prefetto di Roma, e allo stesso modo otto coppie di sposi registrati al Campidoglio ha già inviato una missiva di quattro pagine in Prefettura e per conoscenza al presidente della Repubblica e al ministro della Giustizia in cui si chiede che venga rilevato “il conflitto di attribuzioni tra quelle che il ministero pretende di attribuire al Prefetto e quelle che la legge conferisce all’ autorità giudiziaria”. La via che dalla sala del Campidoglio dove sono state registrate le unioni gay porta verso i tribunali italiani ed europei sta per diventare davvero molto trafficata.
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