13 Maggio 2013

Matrimoni, boom di prestiti per dire «sì»

Matrimoni, boom di prestiti per dire «sì»

 

Aumentate del 41% le coppie che chiedono aiuto alle bancheIL LAZIO IN VETTA ALLA CLASSIFICA PER L’ ENTITÀ DEGLI IMPORTI: IN MEDIA 12,570 EURO L’ INDAGINE Ci si sposa solo una volta nella vita si diceva un tempo. C’ è ancora chi ci crede e per quella giornata, che deve restare indelebile nei ricordi, tutto deve essere meticolosamente perfetto. Dall’ abito al ricevimento, dal catering agli addobbi floreali. Ma in tempi di crisi economica anche chi decide di pronunciare quel fatidico sì, inizia a farsi i conti in tasca, perché i soldi, oggi, non bastano più neanche per un matrimonio senza orchestrina. Così secondo un’ indagine di facile.it e prestiti.it, nell’ ultimo anno sono aumentati del 41% gli sposi che, per rendere magnifico quel giorno, chiedono denaro alle banche. Il Lazio è in vetta alla classifica delle regioni d’ Italia per l’ entità degli importi. Si chiedono in media 12,570 euro, cifra che, secondo il Codacons, arriva anche a 15mila euro. L’ 8,9% dei prestiti attivati dalle banche, soprattutto a Roma e provincia, risponde alla voce spese matrimonio. A ricorrere a questo, sono soprattutto futuri sposi tra i 18 e i 28 anni ? calcola l’ associazione dei consumatori ? che s’ indebitano anche per il viaggio di nozze. «I prestiti per la luna di miele sono aumentanti del 25%», rivela Andrea Costanzo, a capo della Fiavet Lazio. NIENTE BOMBONIERE Ma oltre a questo c’ è anche chi, rispettando la tradizione del velo, dei confetti e delle fedi nuziali, trova vie alternative per rendere il proprio matrimonio meno dispendioso del previsto. Le bomboniere non si usano più e i confetti si distribuiscono a mano in sacchetti di garza agli invitati durante il ricevimento. «Abbiamo smesso di confezionare bomboniere in tempi in cui la crisi era ancora lontana, ma gli sposi la consideravano, già sette anni fa, una spesa superflua», racconta Fabrizio De Mauro a capo di una storica fabbrica romana di dolci, confetti compresi. LISTE DI NOZZE IN CALO Si riducono, poi, all’ osso le liste dei regali. «Ho ridotto del 20% le vendite sulle liste di nozze», dice Massimo Sassetti proprietario di un negozio a piazza Re di Roma. «Gli sposi chiedono solo oggetti utili, non gli importa più di arredare la propria casa». Secondo l’ ultimo rapporto realizzato dalla Federconsumatori, poi, a Roma stanno aumentando i matrimoni low-cost. Si risparmia senza rinunciare a nulla neanche ai fiori. Condividere un addobbo per la chiesa tra due coppie che si sposano a distanza di un’ ora, può costare 320 euro rispetto alla media dei 1.490. Se invece del ristorante si sceglie un semplice agriturismo, si possono risparmiare quasi 15mila euro. L’ abito da sposa si compra usato o negli outlet. Solo a Roma in due anni ne sono stati aperti dieci. Si affitta e si spendono solo mille euro. Ma tanto, oltre alla sposa nessuno degli invitati saprà mai che quel vestito è suo solo per poche ore. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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