20 ottobre 2018

Matera resta senza acqua, corsa ai supermercati: poi arriva la revoca del divieto

 

di Michelangelo Borrillo Matera, la città che fra pochi mesi sarà la Capitale europea della Cultura per il 2019, ha vissuto una mezza giornata a dir poco convulsa. Iniziata con il divieto di utilizzo dell’acqua e le scuole chiuse, continuata con l’assalto ai supermercati per acquistare le confezioni di acqua (in particolare il centro commerciale Venusio, il più grande della zona), ben presto risultate esaurite in numerosi esercizi commerciali, e terminata infine con la revoca del divieto dell’utilizzo dell’acqua potabile dopo ulteriori analisi. Revoca annunciata da un post del Comune che terminava con un pizzico di ironia (che sui social non è stato gradito da tutti gli utenti: «Scusateci ma andiamo a bere un bel bicchiere d’acqua».

L’allarme della Asl

Tutto è partito dall’avviso urgente dell’Azienda sanitaria locale di giovedì 18 ottobre, diramato alle 21.59: a Matera è sconsigliato l’uso di acqua potabile, si legge nella nota. Non solo è sconsigliato bere, ma anche preparare alimenti e lavare superfici destinate a venire a contatto con alimenti con l’acqua dell’Acquedotto Lucano, il cui uso è sconsigliato anche «per l’igiene della persona». La causa? L’Arpab ha individuato il «superamento dei parametri dei batteri coliformi a 37 gradi centigradi del partitore Terlecchia-Matera» che serve, appunto, la città Capitale europea della Cultura per il 2019. E così, con un’ordinanza cautelativa, il sindaco della Città dei Sassi, Raffaello De Ruggieri, ha vietato «in tutto il territorio comunale di far uso per fini potabili dell’acqua erogata da Acquedotto Lucano, fino a diversa disposizione». In contemporanea al divieto di utilizzo dell’acqua, veniva inoltre disposta la chiusura delle scuole per oggi, venerdì 19 ottobre.
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Nove punti per la distribuzione dell’acqua

Come detto, l’ordinanza del sindaco «si è resa necessaria dopo la comunicazione inviata ieri alle ore 21.59 dal Dipartimento prevenzione collettiva della salute umana – Uoc per l’igiene degli alimenti e della nutrizione, che riferisce dell’accertato superamento dei parametri dei batteri coliformi a 37 gradi centigradi del partitore Terlecchia-Matera. Mentre in molti esercizi commerciali della città le scorte di acqua minerale andavano a ruba (in molti supermercati sono risultate presto esaurite), il Comune di Matera e l’Acquedotto lucano disponevano nove punti di distribuzione dell’acqua potabile. Nel dettaglio, l’Acquedotto Lucano ha attivato una task force disponendo il potenziamento degli operatori del call center del numero verde 800992293, a disposizione h24; tutto il personale della Vigilanza igienica, inoltre, è stato allertato, così come il personale tecnico del centro operativo di Matera che è stato potenziato. L’Acquedotto Lucano, di concerto con il Comune di Matera, ha poi disposto il servizio sostitutivo tramite autobotti e attraverso la distribuzione di sacche di acqua da 5 litri confezionate.

Il Codacons: «Sospendere le bollette»

La vicenda ha allertato il Codacons che ha annunciato battaglia: «Presenteremo un esposto alla Procura di Matera — spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons — chiedendo di aprire un’indagine volta ad accertare le responsabilità dell’accaduto, alla luce dei possibili reati di avvelenamento, adulterazione e commercio di sostanze alimentari nocive». Il Codacons chiede anche «l’immediata sospensione delle bollette idriche per tutte le famiglie di Matera, in relazione al grave disservizio subito: sarebbe infatti illegittimo chiedere agli utenti il pagamento per la fornitura di un bene primario potenzialmente pericoloso per la salute umana». Il Codacons «sta inoltre studiando le possibili azioni legali a tutela della popolazione, ai fini di una azione collettiva risarcitoria per i danni subiti e i pericoli sanitari corsi».

Il cessato allarme

Intorno alle 16, infine, la revoca del divieto, con un post sul profilo Facebook del Comune di Matera: « Il Sindaco ha firmato l’ordinanza di revoca del divieto di utilizzo dell’acqua corrente per fini potabili. Domani scuole aperte. Emergenza cessata. Scusateci ma andiamo a bere un bel bicchiere d’acqua». Il tutto, evidentemente, dopo che il sindaco è venuto in possesso dell’esito delle ulteriori analisi effettuate in mattinata.

 

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