28 Gennaio 2014

Mastrapasqua non cede E il governo prende tempo

Mastrapasqua non cede E il governo prende tempo

ROMA – Almeno quattro fronti si sono aperti nel caso di Antonio Mastrapasqua, il presidente dell’ Inps (e con molti altri incarichi) finito sotto inchiesta. C’ è il versante politico, con le decisioni del governo Letta. C’ è il versante giudiziario con nuovi accertamenti ordinati dalla Procura sui protocolli con la Regione per la colossale truffa dei rimborsi ospedalieri. C’ è il fronte sindacale, con moltissime richieste di dimissioni del super manager pubblico. E c’ è un nuovissimo fronte aperto dalla Corte dei Conti. Ma il presidente dell’ Inps respinge ogni accusa e non ha intenzione di dimettersi. È quanto spiegano i collaboratori di Mastrapasqua, coinvolto in quanto direttore generale dell’ ospedale israelitico. Il manager non sembra orientato a fare passi indietro (il suo mandato scade a fine 2014) dato che, spiegano i suoi collaboratori, per quanto riguarda la possibilità di compensazione di debiti e crediti verso la pubblica amministrazione per gli istituti religiosi ha semplicemente applicato le leggi. La norma consente che il servizio sanitario paghi, invece che all’ Ospedale (per le prestazioni ospedaliere erogate), direttamente all’ Inps, compensando quanto l’ Istituto sanitario deve all’ ente previdenziale. Per le fatture dell’ Ospedale israelitico sulle quali è stata attivata l’ indagine i collaboratori sottolineano che Mastrapasqua è direttore generale, ma non legale rappresentante dell’ Istituto. È responsabile della gestione dell’ Ospedale, ma non visiona le cartelle cliniche. Sul fronte governativo ci vorrà ancora qualche giorno perchè il premier Enrico Letta prenda decisioni. Ieri si è incontrato con il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, che ha cominciato a dare al premier i primi elementi sull’ istruttoria che Letta ha chiesto sui diversi aspetti della gestione Inps. Una prima relazione è stata presentata ieri sera. Che ci sia bisogno di tempo lo ha confermato il ministro dell’ Economia, Fabrizio Saccomanni: «Stiamo aspettando le analisi poi se ne occupa il ministro del lavoro». La polemica politica infuria. A chiedere le dimissioni di Mastrapasqua dai suoi innumerevoli incarichi sono Adusbef, Federconsumatori e Codacons («sono 25 gli incarichi ricoperti e in conflitto di interesse»), la deputata di Sel Titti Di Salvo («Le accuse sono gravissime»), il leghista Massimo Bitonci («Letta riferisca in aula e lo mandi a casa se saranno confermate le notizie di stampa, oppure il Veneto staccherà la spina all’ Inps»). Dimissioni richieste anche da Silvio Viale e Igor Boni dei Radicali Italiani. I sindacati chiedono che Mastrapasqua lasci e che si adottino interventi strutturali. La Cisl afferma «la necessità di riformare la Governance dell’ Inps, al fine di riequilibrare l’ attuale potere decisionale concentrato nelle mani del presidente». La Uil sostiene che «la gravità delle questioni emerse rendono improcrastinabile e urgente la nomina di un Commissario» all’ Inps. Carla Cantone della Spi-Cgil chiede a Mastrapasqua «un passo indietro, perchè «la Presidenza dell’ Inps è un ruolo di fondamentale importanza e chi lo ricopre deve essere al di sopra di ogni sospetto». Intanto si allargano gli accertamenti della Procura di Roma. Nel mirino ci sarebbe il protocollo tra Regione Lazio e la struttura ospedaliera bocciato più volte dal governo e che – secondo l’ accusa – avrebbe provocato un «ingiusto vantaggio». Se tutte le accuse fossero confermate, quello dietro all’ Ospedale Israelitico sarebbe un giro di soldi clamoroso per le già vacillanti casse della Regione Lazio: circa 85 milioni di euro tra presunte fatture irregolari e gli effetti dei protocolli tra la vecchia amministrazione regionale e la struttura sanitaria. La Regione Lazio ha intanto congelato i due vecchi protocolli d’ intesa e ha sospeso il pagamento di 15,5 milioni di euro di fatture, relative a prestazioni che sono risultate «incongrue e inappropriate» nel 94% dei casi verificati. E sulla vicenda ha acceso un faro la Corte dei Conti.

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