29 Aprile 2020

Mascherine troppo care, il Codacons contro la fornitura di una ditta reggina

Reggio Calabria C’ è di mezzo un’ azienda reggina nel “caso mascherine” scoppiato in Sardegna. Alla Regione Saregna sono costati 1 milione 860 mila euro più Iva i due milioni di mascherine chirurgiche per la protezione dal Covid-19 acquistate a fine marzo dalla Protezione civile e fornite dalla Demar Hospital di Reggio Calabria. Dalla stessa azienda è stato comprato un milione di mascherine Ffp3 per rischio biologico destinate agli ospedali, per un prezzo di 7,8 milioni di euro più Iva. Le forniture, annunciate il 24 marzo scorso in un punto stampa dal presidente della Regione Christian Solinas, erano state disposte nel pieno della “rivolta” degli operatori sanitari, impegnati sul fronte dell’ epidemia, per la carenza dei dispositivi sanitari individuali. Ma ora scoppiano le polemiche sui costi, oltre che sui presunti ritardi, con cui gli acquisti di dpi sono stati decisi. Le solleva, documenti alla mano, l’ ex presidente della Regione ed ex deputato Mauro Pili, già candidato alla presidenza della Regione l’ anno scorso con il suo movimento Unidos. E le rinvigorisce il Codacons, che giusto ieri ha presentato un esposto alla Corte dei Conti regionale, chiedendo di aprire un’ indagine per possibile danno erariale. «In base a quanto si apprende da fonti di stampa – spiega l’ associazione dei consumatori – il 24 marzo scorso la Protezione civile della Regione Sardegna acquistava con urgenza in affidamento diretto 4 milioni di mascherine per una spesa di 18,5 milioni di euro Iva compresa. Ad aggiudicarsi la fornitura richiesta dalla Regione è la Demar Hospital, società con sede operativa a Reggio Calabria e base legale a Roma che ha inviato il preventivo alla Protezione civile sarda ventiquattro ore prima. L’ ordine effettuato – scrive il Codacons secondo quanto riportato dall’ Ansa – prevedeva l’ acquisto di 2 milioni di mascherine chirurgiche a 0,93 centesimi a pezzo, un milione di mascherine Ffp2 a 5,45 euro e altrettante Ffp3 a 7,8 euro, per un totale di 18,5 milioni di euro Iva compresa. Ma esattamente lo stesso giorno, l’ Azienda ospedaliera universitaria di Sassari acquistava 100mila mascherine chirurgiche a 35 centesimi, 10mila Ffp2 a 2,11 euro e 5mila Ffp3 a 3,03 euro, spendendo tre volte meno grazie ai prezzi concorrenziali strappati alla Selvel Hong Kong Limited. Se tali numeri trovassero conferma, la Regione avrebbe potuto risparmiare 9,3 milioni di euro se avesse acquistato le mascherine agli stessi prezzi della “controllata” Azienda di Sassari».

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