4 Gennaio 2022

Mascherine, stop ai rincari In farmacia a 75 centesimi

 

 

ROMA. Il Governo ha raggiunto l’accordo con le farmacie per la vendita di mascherine di tipo Ffp2 al prezzo calmierato di 75 centesimi mentre la Coop annuncia che le venderà a 50 centesimi. L’accordo con FederFarma, AssoFarm e FarmacieUnite è stato raggiunto dalla struttura commissariale del generale Francesco Figliuolo, d’intesa con il Ministero della Salute e sentito l’Ordine dei Farmacisti, e sarà «siglato a breve, le adesioni saranno sottoscritte attraverso il sistema tessera sanitaria». Per l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, però, l’obbligo della mascherina a pagamento, senza nemmeno discriminare tra i diversi redditi, è una «inaccettabile ingiustizia incostituzionale»e, rispetto al grande passo della sanità pubblica gratuita, «si è perso il senso della civiltà». Dal 25 dicembre, quando il governo ha imposto l’obbligatorietà delle Ffp2 su mezzi di trasporto e luoghi pubblici come cinema, teatri, eventi sportivi,i prezzi per questo tipo di mascherine sono schizzati oltre i tre euro l’uno, mentre prima delle nuove misure anticovid era possibile trovarle a 80 centesimi, secondo quanto hanno denunciato nei giorni scorsi le associazioni dei consumatori, che ora si dicono soddisfatte per l’accordo raggiunto. Il prezzo di 75 centesimi per il Codacons è «corretto» ma ora occorre «sanzionare chi, negli ultimi giorni, ha realizzato speculazioni vendendo le mascherine a prezzi rincarati, approfittando dell’esigenza dei consumatori di dotarsi di Ffp2 per accedere ai mezzi pubblici», sottolinea lo stesso Codacons, aggiungendo di aver presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, chiedendo alle magistrature locali di aprire indagini sul territorio «per il reato di aggiotaggio». Anche per l’Unione Nazionale Consumatori l’accordo è «un’ottima notizia», ma «resta il problema della tempistica, non solo perché si spera che la prossima volta vengano fissati i prezzi prima dell’introduzione dell’uso obbligatorio e non viceversa, ma anche perché ancora oggi non sappiamo da quando si troveranno a 0,75 centesimi», spiega il presidente Massimiliano Dona. Un posto dove le Ffp2 si potranno trovare anche a meno di 75 centesimi è nella rete vendita di Coop. «Cinquanta centesimi di euro per ciascuna mascherina Ffp2, è cosi dallo scorso 31 dicembre», fa presente Coop, sottolineando che si tratta di un modo «per venire incontro al più ampio utilizzo richiesto di questa tipologia di mascherine e calmierare i prezzi». Intanto il commissario per l’Emergenza Figliuolo, fissa il target di somministrazioni del siero per il mese di gennaio: «alla luce dei risultati positivi fatti registrare dalle Regioni e Province autonome nel periodo delle festività natalizie e di fine anno, con punte di quasi 650 mila somministrazioni giornaliere, si potranno raggiungere – annuncia il generale – i 15 milioni di somministrazioni in questo mese». Un numero più alto rispetto a quello del dicembre, in cui il numero di inoculazioni effettuate è stato di 14,5 milioni. Nessun problema, assicura Figliuolo, anche sugli approvvigionamenti: «il fabbisogno di vaccini per gennaio verrà assicurato dalle dosi di Pfizer e Moderna nella disponibilità della struttura commissariale. Nel complesso, i quantitativi sono in grado di esprimere una potenzialità di 26 milioni di somministrazioni». Potrebbe dunque slittare a febbraio l’arrivo di Novavax, il cosiddetto vaccino che “piace” ai no vax, in quanto sfrutta la tecnica delle proteine ricombinanti,in uso da tempo contro malattie come pertosse, epatite, meningite,e altre infezioni di carattere virale (diverso dalla tecnologia a Rna utilizzata da Pfizer e Moderna). Ma se continuano a volare le cifre sulle inoculazioni di booster, prosegue la sofferenza delle strutture destinate ad accogliere i cittadini per iniezioni e non solo, sempre più divise tra effettuazione di tamponi e somministrazioni del siero. «Purtroppo le lunghe attese per l’effettuazione dei tamponi molecolari e per i test rapidi negli hub e nelle farmacie non diminuiscono: c’è un sovraccarico di persone che vanno a fare il tampone. Ci aspettiamo che si normalizzi la situazione in vista delle normative che saranno annunciate domanimercoledì, perché dopo quella data le cose potrebbero cambiare», spiega il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi. E per far fronte alle richieste, in tutto il Paese diverse Regioni tornano ad attivare nuovi hub.

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