29 Febbraio 2020

Mascherine poco efficaci vendute a 15 euro Indagato un farmacista

perquisizione della finanza di pordenone a porcia: accusa di frode in commercio all’ inizio costavano 75 centesimi. poi il rincaro prima alla fonte e poi al dettaglio
Valentina Voipordenone. Quindici euro per una mascherina nella speranza di arginare la diffusione del coronavirus. Uno scontrino costato caro ad un farmacista di Porcia che giovedì si è visto arrivare la Guardia di Finanza per una perquisizione. «Quei dispositivi mi sono stati venduti ad un prezzo 9,87 euro l’ uno dal distributore – spiega – non c’ è stato nessun rincaro folle da parte nostra: il problema sta a monte».Il caso scoppia nel mezzo dell’ emergenza coronavirus: mezza Italia discute su come lavarsi efficacemente le mani, sulle distanze di sicurezza da tenere, sul tipo di mascherine più idoneo. L’ altra metà corre a cercarle. Nelle farmacie, soprattutto, mai così affollate come in questi giorni. Una situazione che ha messo in allarme il Codacons e sulla quale vigilano le Procure. Quella di Udine, che ha aperto un fascicolo, e quella di Pordenone, che coordina i controlli della Guardia di Finanza. Le fiamme gialle, guidate dal colonnello Stefano Commentucci, iniziano un monitoraggio a tutto tondo per verificare se i prezzi di prodotti sanitari come gel igienizzanti e mascherine protettive siano stati alzati. Due le fattispecie di reato su cui i militari vigilano: l’ articolo 501 bis (manovre speculative su merci) e l’ articolo 515 (frode nell’ esercizio del commercio) del codice penale.Anche in seguito ad alcune segnalazioni, la Guardia di Finanza scopre che una farmacia vende le mascherine di tipo Ffp1, le meno efficaci, a 15 euro l’ una. È quella del dottor Gianpaolo De Lucca a Porcia. Un esercizio commerciale molto fornito, che oltre alla vendita di farmaci offre diversi servizi. Vista la «pressante richiesta» da parte della clientela, il farmacista si attiva per reperirle attraverso i suoi distributori. Ne esistono di vario tipo, da quelle utilizzate nell’ industria alimentare o nella ristorazione, a quelle chirurgiche. E poi ci sono quelle dotate di filtri, la cui efficacia viene indicata con sigle Ffp da 1 a 3. Quelle che il dottor De Lucca ordina dal distributore pagandole quasi 10 euro l’ una, sono quelle di tipo Ffp1, ad efficienza più bassa. Proprio per questo il suo nome finisce nel registro degli indagati con l’ ipotesi di reato di frode in commercio e giovedì il suo esercizio commerciale viene perquisito dalla Guardia di Finanza, che punta a far luce sulla vendita.«Gli accertamenti sono ancora nella fase iniziale – spiega il colonnello Commentucci – e sono finalizzati a ricostruire l’ intera filiera commerciale della fornitura di mascherine alla farmacia per verificare la regolarità degli incrementi dei prezzi praticati al pubblico. Sotto questo profilo le criticità non sono tanto le farmacie, che agiscono da punto vendita finale, ma alcuni soggetti commerciali operanti nella catena di distribuzione, che speculano con percentuali di guadagno elevatissime per far lievitare i prezzi».Una matassa normativa che non è semplice sbrogliare: nel libero mercato, alla crescita della domanda cresce anche il prezzo di vendita, se non interviene l’ autorità a calmierare i prezzi. Prima dell’ emergenza le mascherine Ffp1 si trovavano in vendita a 0,75 centesimi di euro l’ una. Ora i canali on line offrono una selva di prodotti, sigle, immagini. E prezzi che salgono giorno dopo giorno. –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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