7 Maggio 2020

MASCHERINE: LO STATO “RUBA” 4,8 MILIONI DI EURO AL GIORNO AI CITTADINI ATTRAVERSO L’IVA SULLE MASCHERINE: INVECE DI AIUTARE SFRUTTA IL BUSINESS BASATO SULLA PAURA

     

    CONTE, ARCURI E GUALTIERI ANNUNCIANO IL TAGLIO DELL’IVA SULLE MASCHERINE MA GLI ITALIANI COSTRETTI A COMPRARE I PRESIDI PAGANO L’IMPOSTA PER 58 MILIONI DI EURO

    DA GOVERNO BUGIE INDEGNE: IVA INCASSATA SU MASCHERINE DOVRA’ ESSERE RESTITUITA A COLLETTIVITA’ ATTRAVERSO BONUS ALLE FAMIGLIE E PRESTITI A FONDO PERDUTO ALLE PICCOLE IMPRESE

    INTANTO L ASSOCIAZIONE DENUNCIA AI PRESIDENTI DI CAMERA E SENATO CONTE ED ARCURI PER ABUSO DELLA CREDULITÀ POPOLARE

    Lo Stato Italiano lucra sull’emergenza coronavirus incassando attraverso l’Erario circa 4,8 milioni di euro al giorno solo per l’Iva sulle mascherine versata dai cittadini (ogni giorno il 22% su 40 milioni di mascherine chirurgiche vendute a 0,61 euro e 1 milione di ffp3 a 2,5 euro). E ciò nonostante il Premier Conte il 26 aprile scorso, e il Ministro dell’economia Gualtieri e il commissario Arcuri nei giorni seguenti, abbiano annunciato l’azzeramento dell’Iva su tale bene indispensabile nella lotta al Covid-19.
    Lo denuncia oggi il Codacons, che ha realizzato una elaborazione sui guadagni delle casse statali garantiti dalla mancata eliminazione (promessa pomposamente il 26 aprile) dell’Iva sulle mascherine.
    Ipotizzando un fabbisogno pari a 40 milioni di mascherine chirurgiche al giorno e 1 milione di mascherine FFp3, vendute al pubblico a un prezzo rispettivamente di 0,61 euro e 2,5 euro, l’Erario incassa ogni giorno almeno 4,8 milioni di euro grazie all’Iva sulle mascherine, circa 57,6 milioni di euro complessivi dal 26 aprile (data in cui Conte ha annunciato l’azzeramento dell’Iva) ad oggi. Cifra che cresce esponenzialmente per ogni giorno di ritardo nel taglio dell’Iva.
    “Il Governo ha mentito agli italiani – attacca il presidente Carlo Rienzi – Dal 26 aprile ad oggi prima il Premier Conte e poi il Ministro Gualtieri hanno annunciato a più riprese il taglio dell’Iva sulle mascherine, di cui però ancora non si sa nulla. Perché non è stato inserito nell’ultimo decreto? Questo determina una sorta di “furto di Stato”, perché da un lato i cittadini sono obbligati per legge o per paura a comprare ed indossare le mascherine, dall’altro lo Stato lucra su tale obbligo/necessità, guadagnando oltre 4,8 milioni di euro al giorno. Per tale motivo chiediamo al Governo di restituire alla collettività l’Iva incamerata sulla mascherine dal 26 aprile alla data in cui sarà effettivamente azzerata l’imposta, sottoforma di bonus alle famiglie più bisognose o prestiti a fondo perduto alle imprese in crisi” – conclude Rienzi.
    Intanto è partito oggi un esposto ai presidenti di Camera e Senato contro il Governo per abuso della credulità popolare.

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