1 Febbraio 2020

Mascherine introvabili e carissime Il Codacons: «No alle speculazioni»

Zhang e l’ Inter ne spediscono 300mila a Wuhang per la popolazione e le autorità
Tra i primi effetti concreti della psicosi da coronavirus in città la sparizione delle mascherine protettive nelle farmacie e nei negozi. «Da Nord a Sud farmacie e negozi hanno terminato le scorte, a causa della corsa all’ acquisto da parte dei cittadini, spaventati dalle notizie sull’ epidemia», attacca il Codacons. «Il rischio è che ora si verifichino speculazioni legate ai prezzi di tali prodotti, con rincari ingiustificati dei listini al fine di sfruttare la paura degli utenti». Già nei giorni scorsi sono stati rilevato incrementi fino al 400 per cento per i listini di alcune mascherine vendute online. «Non solo. La maggior parte delle mascherine vendute in Italia è prodotta in Cina _ attacca il Codacons – e molte provengono proprio da stabilimenti che hanno sede a Wuhan». Per tale motivo il Codacons chiede di bloccare la vendita in Italia di mascherine provenienti dalle aree a rischio contagio, e invita la guardia di finanza a vigilare. Intanto il presidente dell’ Inter Steven Zhang e il club hanno donato 300mila maschere alla regione di Wuhan per dare sostegno alla popolazione e alle autorità coinvolte nelle azioni di contrasto del contagio. Un gesto di fratellanza e supporto della società e della proprietà cinese, ovviamente particolarmente sensibile al momento di emergenza legato all’ epidemia.

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