1 Maggio 2020

Mascherine e gel, nuove retate contro il businnes degli speculatori

di Marco Lignana I contagi rallentano, gli ospedali si svuotano, la Fase 2 è già iniziata in Liguria e sta per iniziare in tutta Italia. Ma il mercato illegale delle mascherine resta sempre floridissimo. Proprio in vista della fine del lockdown, quando praticamente chiunque avrà bisogno di un dispositivo di protezione per andare a lavorare o semplicemente per muoversi. Così nei giorni scorsi la Guardia di Finanza di Genova ha scoperto altri venditori di mascherine, ma anche di gel igienizzanti e disinfettanti, con ricarichi esorbitanti. Stabilendo un record, almeno per quanto riguarda i sequestri di questo tipo finora effettuati a Genova. Gli uomini del nucleo di polizia economico finanziaria, diretti dal colonnello Maurizio Cintura, hanno scoperto un uomo, residente in via Terpi, che commercializzava on line con prezzi del 1500 per cento superiori al costo di acquisto. Il magazzino virtuale comprendeva 7000 mascherine chirurgiche e 1500 dispositivi equivalenti alle Ffp2. Per intendersi, alcune mascherine comprate a 70 centesimi venivano rivendute a 10 euro. L’ uomo, che si è inventato il business dal niente e nulla aveva a che fare finora con il commercio di dispositivi di protezione, adesso è indagato dalla Procura, accusato di manovre speculative sulle merci. Tutto il materiale sequestrato, invece, è stato consegnato dalle Fiamme Gialle alla Protezione Civile. Non è finita. Il titolare di una profumeria a Sestri Ponente è stato pizzicato con 200 confezioni di gel igienizzante in vendita, con ricarichi intorno al 220 per cento. Infine una tabaccheria a Borgoratti aveva in stock 581 confezioni di gel e 132 di ” semplici” disinfestanti, messi in vendita con un ricarico del 320 per cento. Anche loro sono stati denunciati e il loro nome è finito sul tavolo del procuratore aggiunto Francesco Pinto, titolare dell’ indagine che comprende anche le verifiche sugli aumenti dei prezzi di alcuni alimenti, come ha denunciato il Codacons. Attenzione: in farmacie, parafarmacie e siti web un ricarico fino al 60 per cento sulle mascherine e sui gel igienizzanti è consentito per permettere il legittimo guadagno all’ esercente. Bisogna considerare che il prezzo finale risente inevitabilmente del costo all’ ingrosso, lievitato dal momento dello scoppio della pandemia di Covid- 19. Sempre che – altro aspetto sotto la lente, stavolta dei finanzieri del nucleo metropolitano non si siano verificate “partite di giro” fra grossisti, intermediari e rivenditori al dettaglio. © RIPRODUZIONE RISERVATA k Un magazzino di mascherine (foto d’ archivio) In questi giorni l’ intero mercato è sotto l’ attenzione della Guardia di Finanza.

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