25 Febbraio 2020

Mascherine e disinfettanti, sciacalli sul web

speculatori online approfittano della paura del contagio: rincari fino al 650 per cento. la procura di milano apre un’ inchiesta
di Achille Perego MILANO Mascherine e disinfettanti introvabili o a prezzi alle stelle. L’ effetto coronavirus, oltre all’ assalto ai supermercati per fare scorta di pasta, sughi, zucchero e latte, come ai tempi della Guerra del Golfo e di Chernobyl, ricorda Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione, ha fatto esplodere anche la speculazione che sfrutta la paura del contagio. E così, come denunciano i consumatori (ma basta andare sulle piattaforme di e-commerce) per una confezione da 1 litro di Amuchina servono 25,99 euro (con un rincaro del 650%) e anche 2 euro (99 per 50 pezzi) per una mascherina con un super rincaro del 2000%. Ma non si scherza neppure per gel, saponi e salviettine disinfettanti con prezzi da 25 a 30 euro per confezione. In questo contesto le aziende farmaceutiche assicurano prezzi invariati. Così Angelini Pharma che in una nota ritiene «opportuno precisare che il prezzo ai propri canali diretti di tutti i prodotti a marchio Amuchina è rimasto invariato e non ha subito alcuna variazione rispetto al periodo pre-epidemia da coronavirus». Se il Codacons è pronto a denunciare in Procura «le speculazioni al limite della truffa» e Federconsumatori ha segnalato i rincari all’ Antitrust che vigila sulle pratiche commerciali scorrette, ieri è scesa in campo la Procura di Milano. Che ha aperto un’ inchiesta con l’ ipotesi di «manovre speculative» su generi di prima necessità in relazione alle vendite a prezzi «folli», in particolare su piattaforme online, di gel disinfettanti e mascherine. Il fascicolo è per ora a carico di ignoti. La Guardia di finanza effettuerà un primo monitoraggio per gli accertamenti. «Si può ipotizzare il reato di aggiotaggio e speculazione – avverte Rosario Trefiletti, presidente di Centro consumatori Italia – quando i prezzi salgono a dismisura in situazioni anomali e d’ emergenza. Nelle quali il governo potrebbe intervenire acquistando a prezzi calmierati e distribuendo mascherine e disinfettanti». O, chiede la Cgil, togliendo l’ Iva sui medicali. Per gli acquisti online c’ è un boom di ordini (raddoppiati) che hanno riflessi sui tempi di consegna (anche una settimana per una spesa) a causa, spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm, delle difficoltà di approvvigionamento. E le speculazioni sul web? «Fanno parte del libero mercato – risponde Lisca -. Sono riconducibili a tutta la filiera, quindi anche ai fornitori, e sono le stesse online e offline, solo che sul web si possono monitorare». «I partner di vendita – fanno sapere da Amazon – stabiliscono i prezzi dei loro prodotti e nel nostro store abbiamo delle regole per aiutarli a definirli in modo competitivo. Monitoriamo attivamente il nostro store e rimuoviamo le offerte che violano le nostre regole». Farmacie, negozi e supermercati intanto spengono l’ allarme scaffali-vuoti e respingono le accuse di speculazione. «C’ è stato un boom di acquisti soprattutto dei beni di prima necessità – conferma Gradara – e dalla Lombardia si sta estendendo al resto d’ Italia. Ma non avvertiamo rincari sui prezzi mentre non c’ è da temere perché le giacenze dei punti vendita e le scorte dei centri di distribuzione arrivano a coprire 25 giorni». Nessun problema anche per i medicinali, avverte Farmindustria e neppure per i supermercati di Lodigiano e Piacentino con consegne extra. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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