7 Ottobre 2020

Mascherine, Conte meno severo di Zingaretti. Il Codacons: annullare l’ ordinanza del Lazio

 

Il decreto legge del governo Conte introduce l’ obbligo di indossare le mascherine all’ aperto. Ma a differenza di quanto disposto in precedenza dalla Regione Lazio, guidata da Nicola Zingaretti, tale obbligo non vale sempre e comunque. In pratica, il decreto di Conte è meno restrittivo dell’ ordinanza del 2 ottobre di Zingaretti. Il governo, infatti, prevede “l’ obbligo di avere sempre con sé, dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con possibilità di prevederne l’ obbligatorietà dell’ utilizzo nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto, e in tutti i luoghi all’ aperto allorché si sia in prossimità di altre persone non conviventi”. Questo è l’ aspetto fondamentale. L’ obbligo vale solo quando si sia vicino a persone non conviventi. Se ci si trova senza mascherina, ma distanti da altre persone, quindi, non si dovrebbe essere multati. La Regione Lazio, invece, non ha previsto questa specificazione. L’ ordinanza regionale recita solo che l’ obbligo di indossare la mascherina “nei luoghi all’ aperto, durante l’ intera giornata”. La differenza tra le due normative è subito saltata all’ occhio del Codacons, che chiede di togliere questa distinzione che rischia solo di fare confusione e di creare disparità di trattamento a seconda della regione in cui ci si trovi. “Dopo la decisione odierna del governo di prevedere, a partire da domani – dice il Codacons – l’ obbligo di utilizzare la mascherina all’ aperto ad eccezione dei casi in cui sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento da altre persone, tutte le ordinanze regionali che adottano sul territorio misure in contrasto col decreto governativo, vanno annullate”. Per il presidente Carlo Rienzi, “ne consegue che ordinanze come quella della Regione Lazio che impongono di indossare la mascherina sempre e comunque all’ aperto vanno annullate, o saremo costretti a chiedere annullamento dinanzi al Tar perché in contrasto col decreto governativo”.
LUIGI SALOMONE

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