13 Maggio 2020

Mascherine chirurgiche introvabili parte una diffida del Codacons

«Uno scaricabarile di responsabilità sulla vicenda delle mascherine chirurgiche». Ed ora il Codacons di Lecce fa patire una diffida all’ indirizzo della Protezione civile regionale perché sia fatta chiarezza. Nei giorni scorsi, dopo numerose segnalazioni a parte dei cittadini, la sede leccese dell’ asso ciazione aveva avanzato al prefetto la richiesta di effettuare i controlli presso i punti vendita. Circostanza che ha prodotto una vibrata reazione dei rappresentati delle farmacie che denunciavano la sostanziale impossibilità di reperire sul mercato mascherine di tipo chirurgico ad un prezzo compatibile con la successiva vendita al pubblico a 0,61 euro, così come annunciato in prima battuta dal commissario per l’ emergenza Covid, Domenico Ar curi. «In sostanza – fa sapere il Codacons – si attribuiva la responsabilità sulla struttura della Protezione civile che non avrebbe fornito il materiale o indicazioni su dove e come reperirlo». Da una indagine svolta dai volontari del Codacons di Lecce è risultato che almeno in due grandi strutture di cendita di Surbo e Cavallino, sino a qualche giorno fa, le famose mascherine sono state regolarmente vendute ed ora sono in attesa del nuovo rifornimento. Ma il Coda cons ha deciso di vederci chiaro e ieri con una formale diffida inviata alla Protezione civile regionale, facendo seguito alle indicazioni provenienti dai rappresentati dei farmacisti, ha chiesto di «adottare nel termine di 15 giorni (termine minimo fissato dalla legge) ogni utile iniziativa tesa a fornire con continuità di mascheri ne chirurgiche a prezzo calmierato i vari punti vendita presenti in Regione e, segnatamente in Provincia di Lecce. La diffida è stata firmata dagli avvocati Cristian Marchello della sede territoriale di Lecce e Piero Mongelli responsabile dell’ ufficio legale provinciale. «Scaduti i termini annuncia l’ associazione – se le mascherine risultassero ancora introvabili il Codacons di Lecce segnalerà la situazione alle Autorità penali ed avvierà ogni utile iniziativa giurisdizionale per ob bligare il reperimento delle mascherine che, lo si ricorda, sono strumenti essenziali nella cosiddetta fase due». Da parte sua, anche il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ieri mattina ha ricordato ai cittadini di non poter adottare alcun provvedimento di obbligo di indossare le mascherine «sino a che non vi sarà la possibilità di un puntuale rifornimento nella rete di distribuzione ai prezzi indicati dal commissario per l’ emergenza Covid. Perché attualmente gli impegni assunti e gli annunci fatti non hanno trovato corrispondenza: di fatto non sono reperibili laddove sarebbe necessario trovarle». «Nel frattempo – fa sapere l’ as sociazione di Lecce – il Codacons nazionale ha già presentato un esposto alla Procura di Roma affinché siano accertate le responsabilità, mentre il Codacons di Lecce – conclude l’ associazione continuerà a monitorare la situazione, invitando tutti i cittadini al rigoroso rispetto delle distanze sociali e delle norme imposte per la fase due elaborate a tutela della nostra salute sia pubblica che privata».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox