29 Aprile 2020

«Mascherine a 50 cent? Chiedetele al premier»

è la provocazione dei negozi lui e lei di matelica, camerino e san severino cartelli affissi alle porte. aringoli, uno dei titolari: «conte sa dove trovarle, noi no»
IL CASO MATELICA «Per le mascherine chirurgiche a 50 centesimi rivolgersi al presidente Conte. Lui sa dove trovarle, noi no». Con questo cartello di precisazione, più che di protesta, i titolari dei negozi Lui e Lei di Matelica, Camerino e San Severino Marche hanno voluto chiarire una questione che in questi giorni si fa sempre più spinosa: il costo delle mascherine chirurgiche. L’ ultimo annuncio del premier infatti ha destabilizzato rivenditori e clienti, in quanto si è dettato il prezzo a cui questo bene, divenuto ormai primario, deve essere venduto. Il prezzo «Secondo me Conte non doveva pronunciare il prezzo esatto, ma dire che ci si sta adoperando per togliere l’ Iva sulle mascherine e si sta cercando di portare il prezzo della chirurgica a 50 centesimi spiega Maurizio Aringoli, uno dei titolari di Lui e Lei – Facendo così invece noi da lunedì riceviamo tantissime chiamate di clienti che ci chiedono le mascherine a quel prezzo, quando noi le vendiamo a 1,20 euro. E non perché siamo dei ladri, come tanti pensano, ma perché i costi sono questi». Aringoli spiega che le mascherine al momento restano una merce che proviene principalmente dall’ estero, soprattutto dalla Cina. Il mercato «Per calmierare i prezzi bisogna capire il mercato, i costi sono aumentati da gennaio per mancanza di materie prime e per l’ aumento delle spese di spedizione. Non si spedisce più via nave, ma con aerei cargo express precisa Aringoli Detto questo è chiaro che bisogna calmierare i prezzi di tutte le tipologie di mascherine, ma la situazione è più complessa di quanto sembra. Arcuri ha detto che ci saranno 12 milioni di mascherine prodotte al giorno da aziende italiane, ma queste mascherine arriveranno anche a noi o serviranno allo Stato? O le daranno solo alle farmacie? Magari riusciranno a stare su quei prezzi, ma anche il Codacons ha confermato che è difficile raggiungere i famosi 50 centesimi». Già da prima dell’ annuncio di Conte sui prezzi, in molti hanno attaccato i rivenditori di dpi. «Non nascondo che a inizio marzo vendevamo delle FFP2 a 14 euro, ma perché noi le pagavamo 9 euro più Iva e spese di spedizione. Ci siamo sempre mossi con margini bassissimi e questo è stato anche accertato dalla Guardia di Finanza che è venuta per un controllo e ha confermato, come per tanti altri colleghi, che stavamo operando nel modo giusto conferma Aringoli – E’ chiaro che di furbetti ce ne sono stati tanti, c’ è chi vendeva semplici mascherine chirurgiche a 15 euro. Noi siamo stati più corretti possibile e abbiamo donato anche centinaia di dpi a tante realtà locali che ne avevano urgente bisogno». Riccardo Antonelli © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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