3 Aprile 2020

Mascherine a 40 euro, indagato

Luana de Francisco Pensava di arricchirsi facendo leva sulla paura della gente. Ma qualcuno è stato più accorto di lui e lo ha denunciato, ponendo fine per tempo ai suoi loschi guadagni. E cioè alla vendita a prezzo gonfiato delle mascherine anti Covid-19.Un business che l’ uomo, un cittadino straniero residente a Udine, aveva lanciato su internet non appena fiutato l’ affare: 40 euro a pezzo, prendere o lasciare, considerate la penuria e la conseguente forte richiesta di mascherine in questi giorni di emergenza. L’ indagine è ancora in corso e non è dato sapere di quale modello si trattasse. Certo è che ai finanzieri delegati alle indagini dalla Procura non è sfuggita la sproporzione tra il prezzo che lui applicava e quello effettivo dell’ articolo sul mercato. Una scorrettezza che il codice penale qualifica all’ articolo 501 bis nei termini delle manovre speculative sulle merci e che il procuratore aggiunto Claudia Danelon gli ha contestato, chiedendo e ottenendo dal gip il sequestro preventivo del sito ai fini del suo oscuramento.Diverso l’ epilogo della denuncia che un imprenditore di Codroipo aveva presentato in Procura alcuni giorni fa, per lamentare l’ esclusione della propria azienda dall’ elenco di quelle autorizzate dall’ Inail a produrre mascherine. Incaricati del caso, i carabinieri del Nas hanno accertato l’ assenza di irregolarità nella selezione e scoperto trattarsi di un semplice errore nella compilazione della domanda. Nel presentare il modulo, l’ imprenditore avrebbe omesso di allegare alcuni dei documenti necessari, finendo così per non essere preso neppure in considerazione per mancanza dei requisiti richiesti.Un’ indagine conoscitiva è stata avviata dai Nas, sempre sotto il coordinamento del procuratore aggiunto, anche rispetto a una serie di problematiche sollevate dal Codacons a livello nazionale e trasmesse a tutte le Procure d’ Italia. «In questa materia, non passa giorno senza che ci arrivino segnalazioni, soprattutto via mail – conferma il procuratore capo, Antonio De Nicolo -. Da parte nostra, nulla viene naturalmente sottovalutato, anche se non mancano i casi così palesemente infondati, da prendere subito la strada dell’ archiviazione». —

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox