Marzano con l?Istat ma ascolterà i consumatori
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fonte:
- Corriere della Sera
Il ministro proporrà «indagini di settore» per le assicurazioni. Biggeri: sì dell?Eurostat al nostro lavoro
ROMA – Il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, difende la nuova versione del «paniere» Istat, ma si prepara ad aggiungere altri strumenti statistici, per esempio studi incrociati sui settori più a rischio inflazione, come polizze assicurative e trasporti. Vale a dire i comparti da mesi ormai al centro delle polemiche, ma il cui peso rimarrà invariato nel campione di 568 prodotti che sarà presentato il 3 gennaio dall?Istituto centrale di statistica. Su queste basi Marzano rilancerà il «tavolo» sull?inflazione, convocando le associazioni raggruppate dal Cncu (Consiglio nazionale consumatori e utenti), intorno all?8-9 gennaio, subito dopo il rientro del ministro da una «missione ufficiale» negli Stati Uniti.
Nei giorni scorsi Marzano ha letto con una certa irritazione le analisi e le stime sui rincari di questo o quel prodotto (dalle polizze auto ai pomodori) fornite dalle associazioni dei consumatori (Adusbef, Federconsumatori, Adoc, Codacons, Altro consumo, Movimento dei consumatori e altre). Secondo questo fronte il tasso «vero» del carovita sarebbe pari al 6.6%, cioè più del doppio rispetto al 2,8% ufficiale. «Non si può andare avanti con questo sistema di inflazione fai da te», si è sfogato il ministro con i suoi collaboratori. Da qui la decisione di presentarsi al Cncu con due messaggi. Il primo è semplice: la credibilità scientifica dell?Istat non si tocca. Marzano, riferiscono fonti ministeriali, respinge ogni critica sull?operato dell?Istituto di statistica: «Non esistono enti o organismi che possano reggere il confronto con l?Istat, né dal punto di vista della qualità, né della quantità delle rilevazioni sui mercati».
Nello stesso tempo, però, il titolare delle Attività produttive, intende rispondere alle polemiche delle ultime settimane. Il problema centrale è capire se e quanto settori come le assicurazioni, i trasporti e certi generi alimentari spingano l?inflazione molto più di quanto appaia dall?indice Istat. Marzano chiederà alle associazioni di collaborare all?elaborazione di ulteriori strumenti statistici da affiancare al «paniere». L?idea è quella di incrociare i dati riferiti a comparti confinanti (un esempio: le tariffe delle polizze auto e il costo delle riparazioni delle autovetture). In questo modo al ministero sono convinti di poter dimostrare che l?impatto di alcune voci sull?inflazione (Rc auto in testa) non è così forte come sostengono i consumatori. Del resto Marzano ieri, consultandosi con il suo staff, ha apprezzato le variazioni apportate al «paniere» Istat. L?Istituto guidato da Luigi Biggeri ha inserito 36 prodotti (dal miele alla caldaia a gas) e ne ha eliminati 21 (dal borotalco alla chitarra). Senza toccare, per l?appunto, voci come «assicurazione auto» o «assicurazione moto». Biggeri ha dichiarato che il discorso sulle polizze «sarà approfondito, considerando anche quattro nuovi profili di assicurato tipo». Tuttavia nel documento consegnato nei giorni scorsi alle associazioni si precisa che «la somma dei servizi assicurativi e delle riparazioni di autoveicoli» porta il «peso complessivo» nel paniere tra l?1,8% e il 3,4%». Una soglia adeguata secondo l?Istat, anche se, precisa, Biggeri «la ponderazione dei singoli beni sul campione deve essere ancora calibrata. Si tratta di un?operazione che richiede tempo». Tuttavia il presidente dell?Istat si dichiara «tranquillo» e «al riparo da ogni critica». Motivo? «Eurostat e il Fondo monetario ci hanno fatto i complimenti e quindi non c?è altro da aggiungere».
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