Martinelli rischia otto anni La Lega gli offre le spese legali
BERGAMO “Dagli accertamenti seppur provvisori dell’ Agenzia delle entrate sembrerebbe che avesse un debito non superiore ai mille euro”. Lo ha detto il procuratore di Bergamo ieri per spiegare ciò che è accaduto all’ Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia. L’ accusa nei confronti di Luigi Martinelli è sequestro di persona, che può costargli da sei mesi a otto anni di carcere. Martinelli avrebbe dunque compiuto il suo gesto, con la presa degli ostaggi e la lunga trattativa con il vice brigadiere Roberto Lorini, il carabiniere che lo ha convinto ad arrendersi e che è considerato l’ eroe in questa vicenda, per un debito non elevato. Una cifra sulla quale ieri comunque c’ è stato un piccolo giallo dopo che Roberto Calderoli, che ha incontrato Martinelli in carcere, ha parlato di un debito di 44mila euro. Equitalia ha però smentito con un comunicato: “La somma ammonta a circa duemila euro ed è relativa a canoni Rai e imposte richieste dal Consorzio di bonifica della Media Pianura Bergamasca”. In ogni caso, si tratterebbe di una cifra non elevata che non spiega il gesto di Martinelli, conosciuto da tutti come una persona tranquilla tanto che ieri in paese molti lo difendevano. Ieri Martinelli è apparso scosso e non ancora pienamente consapevole della gravità di quanto accaduto giovedì. “E ora che mi succede, mi dite cosa mi succede?”, ripeteva alle persone con le quali entrava in contatto nel carcere di Bergamo. Nella casa circondariale, l’ uomo è stato assegnato alla “sezione protetti”, in regime di isolamento, e sottoposto a “grandissima sorveglianza”. Non è controllato a vista, ma i “passaggi” della polizia penitenziaria sono molto frequenti. LA VISITA DI CALDEROLI. Il senatore Roberto Calderoli, della Lega Nord, e l’ onorevole Giacomo Stucchi hanno incontrato l’ uomo ieri pomeriggio in carcere. I due, pur “condannando fermamente l’ azione messa in atto da Martinelli, azione che ha portato al coinvolgimento di tante persone estranee alla sua vicenda e al conseguente choc da esse subito”, hanno scelto di incontrare Martinelli “sia nel tentativo di comprendere i motivi che possano portare un cittadino a gesti così estremi, sia per testimoniare” la loro vicinanza, offrendo tra l’ altro di farsi carico delle spese per l’ avvocato di Martinelli. Un’ offerta arrivata anche dal Codacons. “Non ho mai pensato al suicidio”, ha detto tra le altre cose l’ uomo a Calderoli. “Volevo vedere Monti per rappresentargli non tanto il mio disagio personale, quanto un problema più generale”. E secondo la Procura il premier aveva acconsentito a parlare con l’ uomo, circostanza però smentita da Palazzo Chigi. IL MEDIATORE. La vicenda si è poi comunque risolta grazie soprattutto all’ abilità del mediatore, il vicebrigadiere Lorini, che ha permesso di liberare anche l’ ultimo ostaggio trattenuto da Martinelli, l’ impiegato Carmine Mormandi, che non ha più parole per ringraziare il carabiniere: “Il brigadiere è stato un grande, è stato lui a risolvere la situazione”. Lorini ha ricevuto la telefonata di encomio del comandante generale dell’ Arma, Gallitelli. “Sono entrato in simpatia con questo signore, consideriamoci tre amici, gli ho detto”, è il racconto di Lorini. “Questo signore” aveva però un fucile a pompa carico, due pistole e cento munizioni. Roberto Lorini ha avuto paura “dal primo minuto” in cui è entrato nell’ Agenzia delle Entrate. Davanti si è trovato “un uomo arrabbiato e basta”, “una persona normalissima” che alla fine lo ha ascoltato “al punto da ringraziarlo, quando si è fatto mettere le manette e arrestare”.
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