Maroni alle banche: ?Così vi arricchite a danno dei clienti?
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L?anatocismo ?é esattamente questo: il modo con cui le banche si sono arricchite sfruttando la debolezza dei clienti piccoli e piccolissimi?. Ad affermarlo è stato il ministro del Welfare, Roberto Maroni, intervenendo nella polemica fra banche e risparmiatori dopo che il presidente dell`Associazione bancaria italiana, Maurizio Sella, aveva annunciato il ricorso da parte degli istituiti di credito alla Corte costituzionale e alla Corte di giustizia europea contro la pronuncia della Corte di Cassazione che ha dichiarato illegittimo l?anatocismo, la capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi, prima del ?99. La sentenza della Corte di Cassazione, ora, rischia di aprire la strada ad una valanga di cause legali da parte di correntisti. Una decisione, quella dell`Abi, che non arriva certo inattesa, se si considera che i rimborsi chiesti dall`Adusbef nei confronti delle banche sono lievitati fino a 63 miliardi di euro. Ma per l`Adusbef i ricorsi ?sono dettati dalla disperazione? e rischiano di ?suggellare? la sconfitta delle banche in Europa. L`Abi, dunque, già in guerra con i risparmiatori sui fronti dei bond Cirio, Parmalat e della Repubblica argentina, torna a dare battaglia. ?è intenzione del sistema bancario – ha spiegato Sella – esperire ogni tutela dei propri diritti anche attraverso il ricorso alla Corte costituzionale e alla Corte di giustizia europea. Siamo convinti – ha aggiunto – di avere ragione e che le banche nulla debbono?. Secondo Sella, la pronuncia della suprema Corte desta ?sorpresa e incertezza perché il riconoscimento di un proprio errore da parte della Cassazione, che si vuole retroattivo, priva anche per il futuro gli operatori economici dell`affidabilità del quadro di regole in cui agiscono?. Sella va oltre e spiega che la sentenza, più che danneggiare l`immagine delle banche, danneggia l`immagine dell`economia italiana. I contratti delle banche, quindi ?sono stati improntati alla massima buona fede perché fondati sulla consapevolezza della legittimità delle clausole anatocistiche?. Le cifre ipotizzate a proposito dei rimborsi dovuti dalle banche sono – conclude Sella – ?cifre enormemente alte e sbagliate?. Dura la replica dei consumatori. Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef, promette che ?non sarà questo annuncio di ricorso a bloccare le legittime richieste di risarcimento?, e ricorda gli ?oltre 500 mila moduli scaricati dai correntisti, i quali, grazie alle battaglie di Adusbef nei Tribunali, si stanno ribellando a mezzo secolo di vessazioni?. Secondo Lannutti ?Sella e l`Abi annunciano ricorsi forse dettati dalla disperazione (che non serviranno neppure a far guadagnare tempo alle banche perché non potranno riuscire a bloccare le sentenze di restituzione degli interessi illegali dei Tribunali), cercano di suggellare la sconfitta in Europa, dove in nessun Paese esistono pratiche così chiaramente vessatorie derivanti da usi ed abusi bancari illegalmente perpetrati, con il consenso-assenso della Banca d`Italia, grande madre protettrice di un sistema bancario che continua anche dopo le batoste giudiziarie inappellabili a dimostrare la loro arroganza“. Sulla stessa linea il Codacons, che ricorda a Sella che ?non esiste nessun altro Tribunale che può dare ragione alle banche sulla questione dell`anatocismo?. ?Il signor Maurizio Sella – si legge in una nota del presidente del Codacons, Carlo Rienzi – dovrebbe saltare in groppa a un cavallo alato e chiedere il giudizio del Tribunale delle Anime, ma anche lì il sistema bancario sarebbe condannato per i miliardi che le banche hanno rapinato negli anni agli utenti indifesi?. Riferendosi al ricorso annunciato dall`Abi presso la Corte costituzionale e alla Corte di giustizia europea sulla pronuncia della Corte di Cassazione che si è espressa contro gli istituti di credito, il ministro Maroni ha affermato che ?le banche, piuttosto che fare ricorso, dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza e un`altra sul portafoglio, sganciare quanto indebitamente e illegittimamente, secondo quanto dice la Cassazione, hanno percepito e riscrivere nuove regole per il futuro?. Per il responsabile del Welfare, ?le banche hanno troppo spesso dimostrato di essere poco sensibili, non agli aspetti sociali, ma alle ragioni di equità nei confronti dei propri clienti: i risparmiatori dei casi Parmalat e Cirio per esempio, o i piccoli imprenditori, che non hanno un grande potere contrattuale e che quindi vengono stangati quando vanno a debito e gli interessi a credito invece sono praticamente inesistenti?. ?Io – ha aggiunto il ministro – non so se dal punto di vista legale la sentenza della Cassazione abbia fondamento ineccepibile oppure no. Abbiamo assistito a sentenze che poi sono state travolte da altre sentenze. Ma, devo dire che questa sentenza mi piace, che questo richiamo forte gli istituti è sacrosanto e che il sistema delle banche, il sistema finanziario, non possono pensare di continuare a finanziare solo le garanzie e a farsi pagare e a lucrare sul rapporto di forza con i piccoli clienti?.
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