Market abuse
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fonte:
- Finanza & mercati
Proviamo a inserire nel sistema agenzie le seguenti parole chiave: Federconsumatori, Codacons, Adusbef, Adiconsum, Adoc. Risultati: Federconsumatori plaude alla “ventata di aria fresca“ portata da Tommaso Padoa Schioppa, il Codacons se la prende con i tassisti e i costi di chiusura dei conti correnti, gli altri stanno zitti. E in particolare tace Adusbef che da tempo si era fatta paladina dei risparmiatori in relazione ad alcune passate malversazioni, da Parmalat in giù. Insomma, nessuna delle note associazioni, sempre pronte a esternare circa reali o talore presunte angherie ai danni dei consumatori, ha speso una sola parola per, non diciamo condannare, ma almeno esprimere qualche perplessità su quello che è capitato in Piazza Affari nel corso dell`ultima settimana. Quando cioè il decreto del governo sulle compravendite immobiliari ha distrutto valore per 1,4 miliardi, in ragione degli effetti devastanti che comportava sui bilanci delle aziende del settore. Quando poi gli esperti (ci si passi il termine) del ministero si sono accorti che le ragioni per lamentarsi erano fondate, si è deciso di cambiare il provvedimento. Il dietrofront è stato festeggiato dal mercato, dove ieri la batteria di titoli coinvolta ha puntato verso l`alto. Ma il bilancio dell`intera operazione resta ampiamente negativo. Per dire, Italease ha recuperato il 4,98% ma rimane sotto del 21% rispetto ai livelli precedenti il decreto, Pirelli Re è salita del 5,37, ma le resta da recuperare oltre il 20 per cento. In realtà, dire che resta da recuperare è del tutto teorico: in questi casi si sa benissimo che il saldo della vicenda resta largamente negativo, e la capitalizzazione bruciata da Piazza Affari eccederà probabilmente il gettito atteso dalla misura fiscale. Intendiamoci: prendersela con le associazioni dei consumatori serve a poco, visto che loro servono a niente. D`altra parte anche i giornali non sono esenti da colpe: quelli per esempio che stigmatizzano il rifiuto opposto da alcune società immobiliari a quantificare gli effetti del provvedimento sui loro conti, come preteso da Lamberto Cardia. Per fortuna che si sono rifiutati, altrimenti i ribassi sarebbero stati persino peggiori. Un tempo si sarebbe gridato all`aggiotaggio, sbagliando però. Perché si consumi occorre il fine di lucro, ovvero che chi ha provocato i ribassi, nel caso il ministero dell`Economia, ci abbia guadagnato sopra: e questo non ci sentiamo di sostenerlo. Ma nel frattempo la legislazione ha fatto passi avanti: oggi c`è la market abuse la quale, come è noto, non prevede che per consumare il reato ci sia il lucro. E allora questo ci saremmo attesi da quegli indignati permanenti dei consumatori: una bella denuncia per market abuse di Stato a chi quel provvedimento l`ha scritto e poi ritirato. Pirelli Real Estate Chi ha avuto i riflessi più rapidi nell`avvistare la mazzata che si dirigeva sul mercato immobiliare? Stando alle comunicazioni alla Consob, Pirelli Real Estate, che il 3 luglio ha alleggerito il portafoglio azioni proprie dello 0,9% circa, passando dal 5,029 al 4,169 per cento. Trattandosi di azioni proprie si può sostenere che la società, in un certo senso, ha fatto gli interessi degli azionisti, vendendo a un prezzo migliore rispetto ai giorni successivi. Ben diverso sarebbe stato se a vendere fosse stata Pirelli. Resta però da osservare che un fondo azioni proprie non dovrebbe servire a fare trading, bensì a stabilizzare i corsi di un titolo: vedremo dalle prossime comunicazioni alla Consob come si è mossa Pirelli Re nei giorni successivi. Immsi C`è una cosa che forse andrebbe spiegata agli investitori, e cioè che tra Immsi e Piaggio esiste un certo grado di parentela. Anzi, una parentela stretta: per essere precisi Immsi controlla il 56% dell`azienda di Pontedera, la quale rappresenta oltre i due terzi del nav di Immsi. La precisazione può apparire pleonastica, ma non troppo se si considera l`andamento dei due titoli in questi primi giorni di quotazione della Piaggio. Martedì, infatti, mentre l`azienda delle due ruote esordiva con un brillante +8,96%, Immsi cedeva il 2,45. Ieri parti invertite: la holding di Roberto Colaninno ha recuperato l`1,33% mentre Piaggio ha perso il 2,45% per effetto delle prese di profitto. Per ricapitolare, i fondamentali della finanza dicono che, se Piaggio sale, anche Immsi deve salire (e viceversa). Andare contromano è un errore.
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