4 Agosto 2013

Marino chiude i Fori Alemanno gli rovina la festa con un corteo

Marino chiude i Fori Alemanno gli rovina la festa con un corteo

Doveva essere il giorno della festa di Ignazio Marino e del Colosseo liberato dal traffico. È finita con gli spintoni a piazza Venezia tra la polizia e i manifestanti antidiscarica. Qualche centinaio di persone venute a protestare contro la scelta del sito di Falcognana, a pochi chilometri dal Divino Amore, come erede designato dell’ ecomostro Malagrotta. Dietro lo striscione in testa al loro corteo c’ è l’ ex sindaco Gianni Alemanno, che pubblica la sua foto sorridente su Twitter e Facebook. Insieme a lui, l’ ex vice Sveva Belviso. “Con un po’ di impegno e amore per Roma – dichiara Alemanno – si possono trovare alternative a questa discarica”. Nei suoi cinque anni di mandato non c’ è riuscito. Ora l’ emergenza rifiuti si è gonfiata fino a un passo dall’ esplosione. Gli antidiscarica si incontrano davanti alla Bocca della Verità. Qualcuno arriva persino in trattore. Un gruppo si stacca dal corteo, coglie la polizia impreparata e riesce a superare un paio di blocchi. Un cordone delle forze dell’ ordine li ferma sotto al Campidoglio, dove Marino aspetta il presidente della Camera, Laura Boldrini, per andare a iniziare la cerimonia. Ma una parte del corteo riesce a proseguire fino a piazza Venezia e punta via dei Fori, intenzionata a sabotare definitivamente la festa e far saltare il taglio del nastro. A questo punto è lo stesso Alemanno a intervenire per sedare gli animi e fermare l’ avanzata. Solo allora la polizia riesce a riportare un po’ di calma e a isolare la strada, mentre Marino accetta di incontrare una delegazione dei “no-discarica”. Le ultime ore di una giornata di inattesa passione per il sindaco si consumano tra le parole di Andrea Santoro (Pd), presidente del IX Municipio, dove dovrebbe sorgere la nuova discarica, che prende le distanze da Alemanno (“finto capopopolo, patetico”), e la soddisfazione dei manifestanti per il blitz vincente. Poca roba: mezz’ ora di ritardo sul programma ufficiale e il sindaco che s’ è preso pure gli applausi dei presenti. FINO A QUEL MOMENTO la giornata di Marino era filata via tranquilla, caldissima e placida. Nessun traffico apocalittico, come avevano pronosticato i catastrofisti. E non poteva essere altrimenti, nella città semideserta del primo sabato d’ agosto. Ignazio Marino è arrivato alla cerimonia del taglio del nastro, al solito, in bicicletta. Il progetto della giunta è pedonalizzare completamente la via entro la fine del mandato. Per ora continuano a transitare taxi, autobus e Ncc. Il sindaco è ambizioso: “Dobbiamo restituire alla storia questa passeggiata incredibile – ha dichiarato-, il Colosseo non può più essere una rotatoria spartitraffico”. Per ora i romani, nella migliore delle ipotesi, sembrano scettici. Specie i residenti della zona. L’ abitudine alla protesta preventiva, a queste latitudini, è quasi un’ arte: l’ effetto Nimby (not in my backyard, “non nel mio giardino di casa”, ndr) è un riflesso condizionato. E infatti è nato l’ ennesimo comitato (“No alla pedonalizzazione dei Fori Imperiali”) che già annuncia raccolte firme e proteste più o meno rumorose, il Codacons studia l’ eterno ricorso al Tar. I commercianti di Esquilino e Celio sono i più arrabbiati di tutti. Lo storico bar “Panella” di via Merulana ospita alcuni dei pasdaran. Spiegano che “i parcheggi verranno diminuiti di oltre il 50 per cento, le strade interessate saranno trasformate in vie ad alta velocità, ma con più traffico, e lo smog dei Fori Imperiali sarà trasferito integralmente sui quartieri vicini”. Anche chi in teoria dovrebbe beneficiare della chiusura, come i proprietari del bar di via Cavour che si affaccia sui Fori Imperiali, appare scettico. “Torni a settembre, con le scuole aperte – pronostica uno dei proprietari – ci troviamo qui sul marciapiede. Sarà un delirio”.
di tommaso rodano e nello trocchia
 

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