28 Ottobre 2015

Marino bocciato su tutti i fronti

Marino bocciato su tutti i fronti
dagli aumenti delle strisce blu
fino alla trascrizione delle «nozze gay» ecco gli atti voluti da ignazio
smentiti da sentenze e ricorsi in tribunale

Vincenzo Bisbiglia •Un’ azione politica durata due anni, smontata pezzo per pezzo dai tribunali amministrativi. È caduto anche l’ ultimo baluardo del mandato di Ignazio Marino, forse l’ unico risultato tangibile portato a casa: il registro delle unioni civili fra persone. Ovvero, le “nozze gay”. I dubbi di chi storceva il naso si sono rivelati premonitori: al di là del merito, ad oggi in Italia esiste già una legislazione che regola le «unioni civili», ovvero il matrimonio fra due persone di sesso diverso. E finché il Parlamento non cambierà le carte in tavola, gli Enti Locali non potranno aggiungere nulla. Dai trasporti alla scuola passando per il presunto programma sulle pedonalizzazioni, Marino si è sempre dovuto scontrare con il Tar e il Consiglio di Stato. Come il 31 marzo scorso, quando i giudici amministrativi rimandarono indietro la delibera già in vigore sull’ aumento delle strisce blu. L’ allora assessore alla Mobilità, Guido Improta, aveva portato un’ ora di parcheggio da 1 a 1,50 euro, eliminato i miniabbonamenti (4 euro per 8 ore e 70 euro per un mese) e aumentato il numero degli stalli blu nel Centro Storico. Per i giudici, però, la cosa non andava bene: delibera scritta male e troppe poche alternative al mezzo privato. Motivazione con la quale i tribunali hanno bocciato anche altri provvedimenti relativi alla mobilità. La prima batosta in assoluto il 3 marzo, con l’ accoglimento del ricorso del Codacons contro l’ aumento delle tariffe Ztl del Centro Storico, in alcuni casi moltiplicatesi anche di 10 volte. Improta, convinto dal sindaco Ignazio Marino, presenta una nuova delibera “correttiva”, approvata in Giunta pochi giorni dopo, che ristabilisce le nuove tariffe. Due giorni dopo il Tar accoglie il ricorso dell’ Anitrav, il sindacato degli Ncc, contro la delibera capitolina che restringe i criteri e aumenta i costi per i noleggiatori con licenza non di Roma. Anche qui l’ errore è formale, e a dir poco grossolano: nella parte della delibera in cui si fa riferimento al «territorio» di Roma Capitale non si specifica «quali siano i confini rispetto ai quali trova applicazione l’ obbligo di comunicazione». La sentenza manda su tutte le furie i tassisti. È il 30 marzo, invece, quando i giudici annullano le delibere con cui si rendono pedonali piazza del Foro di Traiano, 200 metri di strada alle spalle dei Fori Imperiali, e soprattutto il primo tratto di via di San Giovanni in Laterano, meglio conosciuta come “Gay Street”. Non solo mobilità, dicevamo. La primissima bocciatura risale al 2 febbraio 2015, quando viene accolto il ricorso presentato dai comitati dei genitori contro l’ aumento delle tariffe degli asili nido. Infine il tema dei rifiuti. Ieri l’ assessore all’ Ambiente, Estella Marino, ha dichiarato che «a Roma abbiamo superato il 43% della raccolta differenziata e presto raggiungeremo l’ ambita quota 50%». Si tratterebbe però di una visione decisamente ottimistica. Secondo i dati Conai (organo tecnico dell’ Anci) in possesso de Il Tempo, la raccolta differenziata, nella Capitale, è al 34,68% e «la soglia del 50% di avvio a riciclo imposta dall’ Ue per il 2020 pare ancora lontana». Pur non essendo arrivata da un tribunale, quella del Conai è comunque l’ ennesima bocciatura a una Giunta che continua a raccontare una mezza verità ai cittadini di Roma.
vincenzo bisbiglia

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