2 Ottobre 2013

Marina la scuola per la sala giochi Scatta l’ allarme, salvato dalla madre

Marina la scuola per la sala giochi Scatta l’ allarme, salvato dalla madre

La disperazione di una madre. Notando alcune “stranezze” nel comportamento del figlio, ha scoperto che negli ultimi tre giorni, anziché recarsi a scuola – frequenta il primo annodi un istituto superiore della città del Capo – ha deciso di seguirlo, scoprendo che anziché entrare in classe, trascorreva la mattinata in una sala giochi e poi per poi rientrare, alla fine delle lezioni, con tutti gli altri a casa (vive in una frazione della Piana). Una vicenda che accende i riflettori su questioni delicate che spesso sfuggono al controllo dei genitori troppo impegnati nel lavoro o purtroppo in altri diversivi. La donna, della quale omettiamo il nome anche per tutelare la privacy del minore, ha raccontato di aver avuto dubbi sia perché il ragazzo nel pomeriggio non apriva libri, dicendo di non avere compiti, sia perché in un sito di aste aveva deciso di vendere quasi tutto ciò che aveva: dal telefonino alla play station, persino un paio di cuffie. Un modo per raccogliere soldi, lui che al denaro aveva dato – assicura – sempre una importanza relativa, tant’ è che non faceva grosse richieste. La mamma detective ha così scoperto che il ragazzo stava intraprendendo un percorso rischioso, fatti di giochi e slot. Allarme rientrato, con una bella “lavata di capo” per il ragazzo, che da oggi sarà presente sui banchi del suo istituto, accompagnato dalla mamma, anche per giustificare le assenze, ma il rischio resta alto visto che a Milazzo, come purtroppo abbiamo spesso segnalato, le sale giochi ed i centri scommesse proliferano rappresentando veri e propri “richiami” non solo per i giovani ma anche per tanti lavoratori e dato nuovo rilevato anche dalle associazioni dei consumatori, da casalinghe e anziani. Nei mesi scorsi per porre fine a quella che viene definita come «una vera e propria emergenza sociale, che crea apprensione nelle famiglie» il sindaco del Comune di Marsala ha coinvolto persino il prefetto. Lì però erano stati superati tutti i limiti. Nella città del Capo i riscontri statistici per quanto elevati al momento non hanno fatto scattare il campanello d’ allarme. Nessuno però può disconoscere che sale giochi e sale scommesse hanno invaso la città, rilevando locali prima occupati da negozi d’ abbigliamento e alimentari o -cosa ancor più graveubicandosi in prossimità delle scuole. Proprio qui occorre essere attenti, affermano i rappresentanti locali delle associazioni dei consumatori, rilevando che la dipendenza da gioco d’ azzardo è ormai una epidemia col 30% dei giocatori italiani che ha problemi di gioco patologico, percentuale che sale al 50% tra i disoccupati, con il 25% di casalinghe e il 17% di studenti. Tra le conseguenze più evidenti provocate da tale patologia vi sono sicuramente quelle legate alle perdite finanziarie e dei propri beni, oltre alle ripercussioni sull’ ambiente di lavoro, le separazioni e i divorzi; a ciò si aggiungano i rischi di associazioni ed altre dipendenze, soprattutto alcool e stupefacenti, oltre allo sviluppo di disturbi legati allo stress. Si consideri, inoltre, che la diffusione di massa del gioco d’ azzardo è tra le prime cause di indebitamento delle famiglie ed è l’ anticamera del ricorso al prestito usuraio. Nel caso dell’ azzardo con apparecchiature informatiche – come rileva il Codacons – inoltre, vi sono tre fattori che nella realtà rendono vulnerabili le persone che si accostano a tale tipo di scommessa puntata: l’ esiguità della singola giocata, che abbassa la soglia di percezione del danno che deriva dal comportamento; l’ affrettata ripetitività del tentativo successivo che non consente la rielaborazione del quanto si è appena svolto; la somiglianza o l’ identità con il mezzo impiegato per i fun games, cioè per i videogiochi di abilità senza vincita.i.
giovanni petrungaro

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