7 Agosto 2017

Mare sempre più sporco Parte la diffida ai comuni

 

 

Catanzaro «La situazione del mare in Calabria è arrivata al limite della sopportazione». Così il Codacons che ha diffidato tutti i comuni, non solo quelli costieri, a «fornire atti e documenti sul funzionamento dei depuratori per conoscere le unità immobiliari i cui scarichi attualmente non risultano collegati ad alcun impianto». Francesco Di Lieto del Codacons è partito dallo «spettacolo» che si è presentato dinnanzi ai bagnanti ieri mattina a Sellia Marina. «Uno tra gli arenili più belli e vasti della costa jonica catanzarese si presentava in condizioni vergognose. Intorno alle 10.30 solo i più coraggiosi hanno sfidato la calura estiva per immergersi nelle acque invase da liquami marroni. Purtroppo quella costa, la cui bellezza incantò il mitico Ulisse, ha perso l’ antico splendore, per l’ arroganza, il disinteresse, l’ inciviltà di alcuni». L’ associazione dei consumatori ha presentato un esposto alla procura di Catanzaro perché, sostiene Di Lieto, «non è possibile che non si riesca a monitorare i torrenti e a far funzionare i depuratori devastando la più grande risorsa calabrese». Il Codacons ha denunciato l’ assurda situazione documentando le condizioni del mare, ed ha invitato la procura ad intervenire per accertare tutte le responsabilità, anche di carattere omissivo. «Vogliamo sapere», incalza Di Lieto, «se ci sono sversamenti fognari direttamente in mare, se i depuratori sono perfettamente funzionanti, se le amministrazioni comunali effettuano tutti i controlli per accertare e reprimere le eventuali condotte illecite. Del resto le segnalazioni che giungono dalle spiagge da parte di bagnanti furiosi, la dicono lunga sullo stato di precarietà igienico-sanitaria del mare. Non è un fenomeno isolato ma ormai una costante». Di Lieto lamenta che «a nulla sono valse le segnalazioni fatte alla Capitaneria di porto di Crotone, evidentemente oberata da richieste d’ intervento. Stesso discorso per i Comuni che colpevolmente tendono a nascondere il problema, come se la responsabilità fosse dei bagnanti per aver sporcato le acque un tempo cristalline. E così come ogni estate si rinnovano stancamente due riti che i calabresi hanno oramai imparato a conoscere: da una parte il mare sporco, a tratti praticamente non balneabile, dall’ altra le amministrazioni locali che accusano chi solleva il problema, perché in questo modo “si allontanano i turisti” Come se i turisti non vedessero da soli quello schifo galleggiante». Per il Codacons «mentre di turisti se ne vedono sempre meno, non si può continuare a fare il bagno nell’ acqua sporca. Ma tra poco anche questa estate passerà in archivio. E così, in attesa di essere smentiti, magari attraverso un’ affollata conferenza stampa, dove saranno diffusi dati e analisi capaci di ritrarre un mare che, per la follia di alcuni, non c’ è più, ai bagnanti non rimane che confidare nelle correnti e nella enorme sopportazione del nostro mare. A tanto dovremmo rassegnarsi», conclude Di Lieto, «almeno fino a quando cittadini e operatori turistici continueranno a tollerare questo scempio».

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