Mare, salati anche i listini del bar
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fonte:
- Il Messaggero
Mare, salati anche i listini del bar
I bagnanti: costi esagerati per acqua minerale, bibite, gelati e cappuccino
Acqua dolce dal prezzo amaro ad Ostia negli stabilimenti balneari e al porto. Ma a far piangere il portafogli sono anche gelati e bibite in lattina. E persino una colazione, a base di cornetto e cappuccino, al profumo di salsedine e con vista sul mare è più costosa di quella consumata al bancone di un bar delle vie più centrali. A dire degli operatori del settore sarebbe il prezzo della vocazione turistica del Lido, più che un discorso di aggiustamento all?euro, sommato ad un aumento dell?inflazione. La stessa che avrebbe generato, così come dimostrato nei giorni scorsi dai dati diffusi dalla Uil del Lazio, un?ascesa dei prezzi di tutti i generi alimentari.
Non solo quindi pane, verdura, frutta e pesce nel paniere degli prodotti che rendono più gravosa la spesa dei romani. Ma anche tutto ciò che è cornice, e alle volte necessità come nel caso dell?acqua, di una giornata in spiaggia.
«Credo – confida Pier Paolo Ruggeri, bagnante – che le bibite costino veramente un?esagerazione. E? per questo che il più delle volte preferisco portarmele da casa. Altrimenti, tra lettino e biglietto dell?autobus, troppo mi costerebbe una giornata di mare!». Nei locali all?interno delle strutture balneari mezzo litro d?acqua minerale può costare da un euro fino ad un euro e cinquanta centesimi, mentre nel supermercato sotto casa è possibile cavarsela con 30 o 45 centesimi. Non va meglio per le bibite analcoliche distribuite in formato lattina: non meno di un euro e 50 al mare e 60, o al massimo 70, centesimi all?alimentari. E una via di mezzo, che si aggira intorno ad un euro e tre, per i bar meno in vista delle zone dell?entroterra ostiense. Costi gravosi, ma se rapportati alle tasche di una giovane famiglia possono diventare addirittura proibitivi.
«Con uno stipendio di mille e cinquecento euro – confida Barbara Costagli, impiegata – ed un costo della vita così alto, è veramente difficile arrivare a fine mese. Un riferimento alla spiaggia? Una giornata la mare con mio figlio, calcolando che solitamente preferisco scegliere i tratti di arenile liberi attrezzati, tra gelato, bibite e un lettino non mi costa mai meno di venticinque euro». Anche la più tradizionale e gettonata colazione italiana, cappuccino e cornetto, sotto il sole tende a lievitare. Un connubio che al bancone, per una media calcolata equiparando le strutture del porto a quelle presenti negli stabilimenti, oscilla tra da un minimo di un euro e 50 fino ad un massimo di due euro e dieci per i bar più in. Escludendo ovviamente l?aggiuntivo del servizio al tavolino. Il gelato? Una coppa prendi e fuggi può arrivare fino a tre euro. Se ci si siede può anche sfiorare gli otto.
«Non credo – commenta Cosimo Suriano, presidente dell?Assobalneari – che i nostri prezzi siano poi così alti. Ostia è caratterizzata da una vocazione turistica che la vede equiparata al centro storico, dove i prezzi sono indubbiamente maggiori». Una questione di target della clientela, invece, secondo altri. «Chi frequenta certe strutture – aggiunge il titolare di uno fra i più noti stabilimenti balneari di Ostia – si rende assolutamente conto di quello che vuole ed accetta un prezzo più alto in nome della qualità».
Sulla questione è intervenuto anche il presidente del Codacons Lazio. «La differenza tra i prezzi dell?entroterra e quelli degli stabilimenti – commenta Italo Mannucci – è evidente. Spesso alcuni rincari concernenti le bibite sono motivati dal falso costo della refrigerazione. Non esiste alcun reale diritto a vendere ad un prezzo più alto una bibita solo perché fresca». E poi prosegue lanciando un invito dal sapore provocatorio. «Consiglierei – aggiunge – di iniziare a preferire l?acquisto degli stessi prodotti dove costano di meno. Saranno poi le strutture più care a preferire l?adeguamento dei prezzi per non perdere clientela».
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