Mare, monti e… Germania Ma metà Italia non fa vacanza
Stefano Grassi ROMA TEMPO di ferie, tutti con le valigie in mano? Magari. La crisi picchia e molti italiani, quest’ anno, alle vacanze ci rinunciano del tutto, qualcuno le riduce e solo pochi privilegiati possono far finta di nulla. Gli operatori guardano con una certa preoccupazione i primi sondaggi effettuati dagli istituti di ricerca sulle intenzioni degli italiani. I cui risultati, per il momento, non sono confortanti: le «intenzioni di vacanza» appaiono complessivamente in calo rispetto allo scorso anno. MA PARTIAMO dalle mete, rifacendoci a uno dei sondaggi commissionati nei giorni scorsi, quello Confesercenti-Swg. Le mete regine sono le solite: il mare (al 50% ma era il 73% nel 2006 ed ancora il 53% nel 2012), la montagna (dal 32 al 26%), e un buon 25 per cento va all’ estero. E sta proprio qui la grande novità perché, tra le mete estere preferite, accanto alla Spagna che svetta con oltre il 27% del totale, straccia tutti la Germania. Ebbene sì: la quota di italiani che, decidendo di andare all’ estero, si divideranno tra grandi città come Berlino o Monaco, cittadine d’ arte come Weimar e Heidelberg, gite sul Reno o nel Parco minerario della Ruhr, che da squallida e polverosa area carbonifera è stata riconvertita nel giro di pochi anni in una vera e propria Disneyland del turismo colto, che macina milioni a palate, è in crescita esponenziale, passando dall’ 11 al 18 per cento. E in Italia? Le stelle di quest’ estate, continua il sondaggio, sono Emilia-Romagna e Sicilia, che si spartiscono un quarto di tutti i vacanzieri. Altra novità di costume: almeno 10 milioni di italiani, anche in vacanza non si separano da pc, tablet e smartphone per lavorare o leggere la posta. Non c’ è crisi che tenga, o forse proprio per sapere se quando torneranno troveranno ancora il loro posto di lavoro. E qui arriva un altro studio sullo stesso argomento. «Allo stato attuale ? spiega il Codacons ? il 55% degli italiani non andrà in vacanza nei mesi estivi; ciò significa che circa 33 milioni di cittadini rinunceranno a trascorrere giorni di villeggiatura in Italia o all’ estero. Rispetto agli anni passati cresce di circa 6 milioni il numero di italiani che, a causa delle difficoltà economiche, non potrà permettersi una vacanza e rimarrà a casa». IN COMPENSO , informano i tour operator, dovrebbe crescere, anche se di poco, il numero di stranieri che verranno in Italia. Resta il fatto inspiegabile (ma non troppo) che la crescita del mercato turistico, vertiginosa a livello planetario, interessa solo marginalmente il nostro Paese. Basti pensare a quello che succede in questi giorni a Roma dove non solo al Colosseo, ma anche a Palazzo Massimo, le Terme di Diocleziano e di Caracalla campeggia il cartello «chiuso per sciopero»: sicuramente i turisti arrivati da tutto il mondo per ammirare l’ Anfiteatro dei gladiatori e i siti archeologici dell’ Antica Roma non si aspettavano certo di trovare i cancelli chiusi per assemblea sindacale.
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