22 Giugno 2018

Mare da bere? Sospetti del Codacons sulle Bandiere Blu, esposto alle procure di tutta la Puglia

 

Ombre sulle Bandiere Blu. Il Codacons, l’ associazione dei consumatori, chiede di «fare chiarezza sulle 14 Bandiere Blu assegnate per il 2018 alla Puglia, e ha presentato un esposto alle Procure della Repubblica di Bari, Lecce, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia e Taranto, all’ Anac e all’ Antitrust. Il Codacons chiede che «sia fatta finalmente luce sui criteri seguiti dall’ ente per il rilascio della famosa bandiera». Al centro dei sospetti dell’ associazione, i rapporti economici, seppur indiretti esistenti tra i Comuni cui viene rilasciata la Bandiera Blu e la Fee (Foundation for Environmental Education) che ogni anno promuove le località virtuose. «Sembrerebbe emergere una prassi in cui vi sono dei rapporti economici tra comuni e Fee Italia – scrive il Codacons nell’ esposto -. Da un lato la procedura di attribuzione della Bandiera Blu è gratuita, dall’ altro sembrerebbero esservi dei costi a carico dei Comuni per erogare corsi di formazione, tramite FeE Italia, alle scuole dei comuni interessati. Qualora le procedure di attribuzione delle Bandiere fossero sorte sul presupposto – certamente indiretto e non diretto – di un accordo/convenzione o altra forma di fondamento contrattuale con il Comune, è indubbio che si debba procedere a far chiarezza circa le procedure amministrative che hanno determinato sia l’ accordo di sponsorizzazione e pubblicità che la stessa realizzazione della procedura di valutazione delle acque». Nell’ esposto, presentato alle Procure competenti per le località italiane premiate, l’ associazione sottolinea poi alcuni casi «anomali come quello di Sellia Marina in Calabria, località che ha ricevuto quest’ anno la Bandiera Blu ma che è al centro di denunce per il grave stato di inquinamento del mare. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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