16 Luglio 2019

Mare, anno nuovo vecchi problemi

Stefania Marasco Un mese fa la prima richiesta. Ieri la nuova sollecitazione. Perché passano gli anni ma non i problemi. Quelli sono sempre gli stessi. Una pagina di… schiuma, rifiuti e non si sa cosa altro che, di anno in anno, è sempre pronta per essere riproposta. E se un giorno sono fioriture algali, un altro pini, quello che resta è quella strana “materia” galleggiante che ad un certo punto si ripresenta in acqua e che quando non si vede alimenta il dubbio che si sia adagiata sulla sabbia. Così a giugno, così a luglio. Anticipando il tormentone agostano che, in genere, echeggiava da un lido all’ altro. Quest’ anno, infatti, macchie e schiuma, accompagnate da rifiuti, canne e altri materiali sono comparsi insieme alla bella stagione. Un appuntamento che non si è fatto attendere a Vibo Marina. Lo sa bene il Codacons che una lettera l’ aveva scritta lo scorso 13 giugno per chiedere l’ istituzione di un tavolo tecnico a Prefettura, Questura, Capitaneria, Comune, Provincia, Asp, Anci, Regione e alle varie associazioni di categoria nonché ai parlamentari del Vibonese. Un’ occasione per prevenire ma anche questa volta sfumata, considerato che ad un mese di tavoli non ne sono stati “allestiti” né di analisi all’ associazione dei consumatori ne sono pervenute, mentre la schiuma e i rifiuti sono rimasti lì a futura memoria. Di un’ ennesima stagione iniziata male e che rischia di finire ancora peggio. Così nella terra che di inverno si organizza a voltare pagina puntando sul turismo ma che il turismo lo fa affondare ogni anno tra la schiuma. Perché che sia fogna, che sia colpa del Sant’ Anna, degli scarichi abusivi, del sistema di depurazione o di una nuova fioritura non è dato saperlo, l’ unica consapevolezza è che l’ acqua torbida fa paura. Tante ipotesi senza riscontri, anche in attesa delle risposte che ad oggi non sono arrivate. In tal senso, il materiale fotografico e le richieste del Codacons, attraverso il responsabile provinciale, l’ avv. Claudio Cricenti erano state chiare lo scorso 14 giugno così come le missive che per tutto il 2019 si erano susseguite. Prevenire, dunque, anche per Cricenti doveva essere la strategia. Un tentativo andato a vuoto però il suo, visto che ad oggi di risposte non ne ha avute né in merito ad un tavolo né sulle analisi che erano state richieste o, comunque, su rassicurazioni circa lo stato di salute del mare. In particolare, il legale lo scorso mese evidenziava le criticità riscontrate a Vibo Marina, documentate con fotografie su quanto verificato il 13 giugno per cui «si è reso necessario – scriveva – l’ intervento dell’ Arpacal e della Capitaneria» a fronte di una situazione ritenuta anomala. Da qui la chiamata all’ Arpacal che a sua volta invitava a contattare la Capitaneria «con tale segnalazione il Codacons – si legge ancora – chiedeva di intervenire per verificare la natura delle macchie presenti in mare, le possibili cause, le azioni da intraprendere per superare l’ emergenza, nonché i possibili effetti sulla salute delle persone e, più in generale, dell’ ambiente marino e costiero». Un problema che ha sottolineato Cricenti si ripresenta ogni anno «e che richiede necessariamente un’ analisi complessa e concreta in quanto collegata anche all’ operatività del sistema di depurazione». Un problema per cui si sollecitava un intervento per affrontare anche «la gravissima problematica, anche culturale, che si sostanzia nell’ abusivismo, nelle discariche abusive e nello sversamento incontrollato ed illegittimo in mare». In tal senso, l’ associazione chiedeva che venissero effettuate delle analisi «per preservare ed assicurare la qualità delle acque del mare prevedendo oltre all’ espletamento delle analisi di rito e di natura batteriologica anche chimica». Ergo, andare a fondo al problema. Questo il punto che ad oggi è rimasto un punto in sospeso, considerato che di risposte non ne sono arrivate se non quelle con cui la Capitaneria a giugno rassicurava sul fatto che era stata allertata l’ Arpacal e «che personale dipendente effettuava un accertamento» per cui altresì il Codacons ieri ha deciso di sollecitare di nuovo una risposta. Ci riprova, anche perché un mese dopo poco è cambiato. «Le segnalazioni – spiega Cricenti – sono sempre le stesse e quello che chiediamo è che si facciano controlli». Controlli ma in tempi stretti: «Serve – conclude – un intervento serio così da capire quale sia il problema perché quelle chiazze marroni non sembrano proprio normali».

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