Marcia indietro sulla Rc auto
Marcia indietro sulla Rc auto
Addio alla tariffa unica che premiava chi non faceva incidenti
Milano . La tariffa unica per la Rc auto ha avuto vita brevissima. Approvata a fine ottobre con un provvedimento della Camera, il cosiddetto disegno di legge sulla concorrenza, è stata cancellata al Senato. Prevedeva il pagamento di premi differenziati a seconda del rischio di sinistri per le varie zone del Paese. La Commissione Bilancio di Palazzo Madama ha infatti approvato, nella notte tra venerdì e sabato, un apposito emendamento presentato dal governo, a firma di Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. In esso si stabilisce che «sono o restano inapplicabili ai rapporti in atto alla data in vigore della presente legge, o costituiti dopo tale data, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative che impongono limiti alle imprese di assicurazione nella individuazione dei parametri tariffari statisticamente significativi ai fini della costruzione della tariffa stessa». Tutto ciò, negli obiettivi il Governo, per «prevenire o attenuare il fenomeno dell`inflazione e in attuazione dei principi di libera concorrenza stabiliti dal diritto comunitario». Sarà il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano a emanare i provvedimenti di attuazione della norma.
Immediate le proteste delle associazioni dei consumatori, che lamentano la scomparsa dell`unica garanzia di equità, con uno svantaggio immediato per gli automobilisti, perchè le tariffe non caleranno, ed un conseguente enorme vantaggio per le assicurazioni. Al punto che l`Intesa dei consumatori (che riunisce Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) ha annunciato l`intenzione di ricorrere alla Corte costituzionale contro la riforma Rc Auto.
Il parto della tariffa unica era stato travagliato: circa un anno per la sua approvazione parlamentare e immediate polemiche dopo il varo. L`obiettivo da raggiungere era quello di calmierare le tariffe Rc auto per gli automobilisti che non causano incidenti. Secondo la maggioranza, la tariffa unica avrebbe diminuito i premi da pagare nelle aree più a rischio, come Roma e Napoli, ma li avrebbe fatti salire notevolmente nelle zone più tranquille.
Secondo il relatore al Senato del disegno di legge sulla concorrenza, il forzista Giampaolo Bellamio, l`aggravio medio delle tariffe non a rischio non sarebbe stato pesantissimo: circa 20 euro annui. Invece, l`Ania, l`associazione delle imprese di assicurazione, aveva sostenuto che la tariffa unica avrebbe provocato distorsioni ben maggiori.
Adesso le associazioni dei consumatori minacciano guerra vera contro le compagnie: «Bisogna sommergerle di ricorsi dinanzi al Giudice di pace per ottenere il rimborso delle somme ingiustamente versate loro durante gli anni del cartello (1995-2000). Infatti i giudici, con clamorose sentenze, stanno riconoscendo i diritti lesi degli assicurati». Per fare ricorso è sufficiente utilizzare i modelli disponibili gratuitamente sui siti internet di Codacons (www.codacons.it) e Adusbef (www.adusbef.it).
Un altro emendamento alla Finanziaria cambia ancora le regole per i videogiochi. Introdotta la regolazione e la tassazione per le macchinette da intrattenimento. Si torna alle giocate in moneta: il costo a partita non potrà superare i 50 cent e la vincita massima potrà essere pari a 10 euro. Chi userà giochi non in regola, oltre a quanto già previsto dal codice penale per il gioco d`azzardo, sarà punito con un`ammenda da 1.000 a 10.000 euro che raddoppiano in caso di recidiva.
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