30 Gennaio 2009

Marcegaglia: contro la crisi servono altri 7-8 miliardi

Auto e indotto Sistino (Fiat): in Italia il mercato giù del 40%. Maxi perdite per Ford: ma non vogliamo aiuti Marcegaglia: contro la crisi servono altri 7-8 miliardi

MILANO  Questa volta a lanciare l’allarme per la crisi dell’auto è l’Unione europea: nell’indotto un’impresa su 10 è ormai a rischio di fallimento, senza interventi di sostegno. Il dato Clepa, l’Associazione europea dei fornitori del settore auto, è contenuto in alcuni documenti della Commissione, che sta lavorando a proposte concrete da presentare entro i primi di marzo, in tempo per essere discusse al consiglio Ue sulla competitività. I numeri: nel 2008 le vendite di auto in Europa sono calate dell’8% rispetto all’anno precedente e «l’andamento sempre più negativo negli ultimi mesi lascia intravedere un 2009 ancora peggiore, con un ulteriore calo stimato tra il 10 e il 20%». La crisi è globale. Ieri Ford, secondo gruppo automobilistico Usa, ha annunciato una perdita di 5,9 miliardi di dollari nel quarto trimestre, che porta a 14,6 miliardi il rosso 2008. Ma ha precisato che non ha intenzione di usare la linea di credito di 9 miliardi messa a disposizione da Washington. In attesa degli aiuti promessi dal governo al settore entro 10 giorni, anche le previsioni per l’Italia sono nere, almeno nell’immediato. «Il mercato dell’auto di gennaio sarà del 35-40% in meno rispetto al gennaio 2008», ha anticipato ieri Lorenzo Sistino, amministratore delegato di Fiat Auto. Ecco perché da più parti si chiede di stringere i tempi. «Bisogna fare in fretta, anche i 10 giorni che sono stati indicati dal governo devono essere accelerati perché nel frattempo il mercato ne risente», ha affermato da Davos Emma Marcegaglia. Non solo. «Le misure attuate non bastano. Per ridare fiducia bisogna dare un segnale maggiore, servono interventi per altri 7-8 miliardi e alcuni possono arrivare anche da rimodulazione di fondi», ha detto il presidente di Confindustria. Guglielmo Epifani ha già fatto un po’ di conti. Ci sarebbe bisogno di «almeno 2 miliardi se si vogliono adottare incentivi di 1.000-1.500 euro per singolo acquisto». Se l’incentivo per una nuova auto a basso impatto ambientale fosse tra i 1.400 e i 1.500 euro e fossero aumentati gli incentivi per le auto superecologiche a gpl, metano ed elettriche, si potrebbero ipotizzare acquisti aggiuntivi per almeno 300 mila unità, con un incremento del Pil dello 0,4-0,5%, calcola Guido Rossignoli, direttore generale dell’Anfia. Secondo indiscrezioni il piano allo studio del governo consisterebbe appunto in un bonus da 1.500 euro per l’acquisto di un’auto nuova Euro 4 o Euro 5 a chi rottama una vecchia Euro 0, 1 o 2, immatricolata fino al dicembre 1999.  Meno chance avrebbe invece la proposta Codacons di eliminare per 3 anni l’RC auto, il bollo e le altre tasse in favore di chi comprerà una nuova vettura. Ma nulla di ufficiale trapela. Il ministro del welfare Maurizio Sacconi ieri si è limitato a dire che nel governo c’è «unità di intenti». Aggiungendo che guarda «la situazione complessiva dell’occupazione, con particolare attenzione ai produttori dei beni durevoli ».
 

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