3 Febbraio 2011

Mar Rosso addio, i lecchesi disdicono

 
Le agenzie: «È tranquillo». Il Codacons: «Tesi azzardata, così evitano rimborsi» 
 

 
(g. riv.) Viaggi in Egitto, i vacanzieri lecchesi disdicono in massa. Mentre nel paese delle Piramidi la popolazione continua a manifestare contro Mubarak, le agenzie di viaggio e il presidente della Fiavet, l’associazione delle agenzie di viaggio, sostengono che a differenza dei viaggi al Cairo e delle crociere sul Nilo, per quanto riguarda i soggiorni nel Mar Rosso "la situazione è tranquilla" e che in quella zona "non ci sono problemi". Parole che non convincono i lecchesi, che al contrario stanno dando, uno dopo l’altro, disdetta dei viaggi già prenotati per le note località di mare.
Questo anche alla luce dell’ultimo avviso della Farnesina del 30 gennaio che sconsiglia viaggi in tutto il Paese. «Queste affermazioni – dice il Codacons – evidenziano come anche nelle zone in questo momento più tranquille, la situazione potrebbe cambiare nel giro di poche ore. E’ importante evidenziarlo perché la tesi azzardata che sul Mar Rosso si può anche andare, fa sì che, invece di garantire ai consumatori il rimborso di quanto speso entro 7 giorni lavorativi, come previsto dalla legge, le agenzie continuino a fare indebite pressioni sui loro clienti perché partano lo stesso oppure garantiscano solo un cambio di destinazione o un buono viaggio».
Per quanto riguarda i rimborsi dei viaggi e del pacchetto turistico, il consumatore che non vuole più partire ha diritto al rimborso integrale di quanto versato. Non si tratta, infatti, di una rinuncia volontaria, ma di una causa di forza maggiore. Salvo decida di accettare in alternativa un cambio di destinazione, di data o un bonus: «Il consumatore ? spiegano dal Codacons – può decidere di usufruire di un altro pacchetto di qualità equivalente o superiore senza supplemento di prezzo, o di un pacchetto di qualità inferiore previa restituzione della differenza di prezzo; se invece sceglie il rimborso, la somma di denaro già corrisposta deve essergli restituita entro sette giorni lavorativi dal momento della cancellazione. In caso di rientro anticipato, il tour operator deve comunque restituire la differenza».
 

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