15 Maggio 2015

Mappa delle buche eterne una via Crucis quotidiana

Mappa delle buche eterne una via Crucis quotidiana

IL VIAGGIO Qualcuno, su Twitter, la prende con ironia: «Ma a Roma per “fori imperiali” si intendono le buche enormi sulle strade?». Una battuta che spiega meglio di tante statistiche come, nonostante le promesse di interventi straordinari da parte del Comune, l’ eterna guerra contro le strade-groviera è ancora molto lontana dall’ essere vinta. Da Testaccio a Porta Portese, da via Nazionale all’ Appia Nuova, ad automobilisti e centauri, per evitare incidenti, servirebbe un manuale di sopravvivenza firmato da Bode Miller, il campione mondiale di Slalom. Buche nuove, che spuntano fuori a ogni schizzo di pioggia, ma anche buche “storiche”, che stanno lì da mesi, a volte anni, senza che nessuno intervenga e con cui residenti e lavoratori della zona hanno imparato a convivere. Gli scooteristi che ogni giorno sfrecciano su via De Pretis hanno ormai elaborato una particolare tecnica di dribbling , alla Luis Suarez, per riuscire a svicolare tra i crateri che si materializzano subito dopo l’ incrocio con via Nazionale e che si susseguono fino a piazza dell’ Esquilino, con l’ acme che si raggiunge proprio sotto alle telecamere della Ztl, appena superato il Palazzo del Viminale. Insomma, per i virtuosi della corsa a ostacoli, volendo, c’ è anche la prova televisiva. SULLE STRISCE E che dire delle buche che incorniciano i binari del tram su viale delle Belle Arti, davanti alla Galleria nazionale d’ Arte moderna? Un’ esposizione permanente, sembrerebbero, dato che da mesi nessuno si prende la briga di riempirle d’ asfalto. E la lista è lunga: in via degli Scipioni, zona Vaticano, si avvistano crateri perfino sulle strisce pedonali, con buona pace degli anziani della zona. A piazza di Porta San Lorenzo invece, da sotto il manto stradale distrutto, fanno capolino i vecchi sampietrini che avrebbero dovuto essere seppelliti dal bitume. E ancora: fanno ormai parte del paesaggio, più delle stazioni della metro, le buche di via Appia Nuova, oppure quelle di viale Manzoni, all’ Esquilino, o ancora di via Aldo Manuzio e via Beniamino Franklin a Testaccio. Capita perfino che ad alcune di queste voragini, gli abitanti della zona, riescano quasi ad affezionarsi. Come al Foro Italico, dove un gruppo di ragazzi, qualche settimana fa, ha improvvisato una partita a golf. Al posto del green , l’ asfalto martoriato di Lungotevere Maresciallo Diaz. Quanto alle buche, c’ era l’ imbarazzo della scelta. Tanto che il match, filmato e postato sui social network, è diventato subito virale. PROBLEMI DI SALUTE Non scherzava invece il Codacons quando, venti giorni fa, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e una alla Procura della Repubblica per i reati di abuso d’ ufficio e omissione di atti d’ ufficio, proprio per denunciare «le strade rifatte male, con una percentuale di bitume non a norma che le fa riempire di voragini dopo poco tempo». A bordo di una Smart e di un motorino, l’ associazione dei consumatori ha chiesto anche a un biofisico e a un medico del lavoro di rilevare quanto le buche incidano sulla salute di chi è costretto a passarci sopra ogni giorno. Secondo Paolo Massineo, medico del lavoro, percorrere strade dissestate «determina problemi alla colonna vertebrale, soprattutto per chi in macchina o in moto passa molte ore». Con le vibrazioni, spiega l’ esperto, «le vertebre sbattono una sull’ altra. Il cuscinetto intervertebrale attutisce i colpi, ma anche quello è soggetto ad usura». Ecco spiegate allora «discopatie, artrosi, dolori sulla colonna, patologie neuromuscolari, nevriti». I COSTI Poi ci sono i risvolti economici, che incidono direttamente sulle tasche dei cittadini. Un’ altra organizzazione dei consumatori, l’ Adoc, ha quantificato in 150 euro la spesa che ogni anno deve sostenere circa il 5% dei romani per comprare un nuovo pneumatico a causa delle buche. In Campidoglio nel frattempo continuano a prendere impegni grandiosi. A gennaio è arrivato il primo piano straordinario per rifare «il 5% delle strade di Roma». A cui è seguito quello per rifarne «un altro 10%». L’ ultimo annuncio, in vista del Giubileo, sposta ancora più sù l’ asticella: l’ obiettivo, in vista dell’ inizio dell’ Anno Santo straordinario, tra meno di sette mesi, è quello di rifare il look al «60 per cento delle arterie principali della città». Sempre poi che gli interventi durino a lungo. A via del Corso, il Comune è stato costretto a mandare due volte sul posto le ditte di manutenzione perché, a neanche due settimane dalla chiusura dei cantieri che dovevano asfaltare le vecchie buche, erano già spuntate quelle nuove. Lorenzo De Cicco © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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