MANOVRA: TRE ALIQUOTE IRPEF, SALE IVA
AUMENTO IVA DI UN PUNTO: STANGATA DA 290 EURO A FAMIGLIA
In relazione alla manovra in discussione e all’ipotesi di tre aliquote Irpef (20, 30 e 40%), il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ringrazia. Quello che finora è certo, infatti, è che lui, "don Chisciotte con lo stipendio da Re", come fu definito dal Giornale di Feltri che pubblicò il suo reddito, con l’abbassamento dell’aliquota massima dal 43 al 40% risparmierà parecchi soldi.
Resta da vedere, però, come verranno rimodulati i nuovi scaglioni Irpef ed in particolare dove saranno collocate le aliquote del 30% e del 40%, ossia resta da capire se il ceto medio italiano finirà per pagare di più o di meno. In linea di principio, infatti, una riduzione del numero di aliquote significa una minore progressività delle imposte.
Ecco perché è inaccettabile che la riduzione del gettito Irpef venga compensata dall’aumento dell’Iva che, in barba all’articolo 53 della Costituzione, secondo il quale il sistema tributario dovrebbe essere informato a criteri di progressività, colpisce indiscriminatamente ricchi e poveri.
Il Codacons ha calcolato che l’aumento di un punto di Iva per le aliquote più alte del 10 e del 20%, si tradurrebbe in una tassa annua di 290 euro a famiglia, sempre che il rialzo dell’Iva non finisca per innescare ulteriori meccanismi speculativi sui prezzi.
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