30 Luglio 2010

Manovra stop and go: il decreto è legge Ma il Tar del Lazio sospende i pedaggi

 
Manovra finanziaria stop and go: all’ indomani della fiducia, il governo ha incassato ieri anche la definitiva conversione in legge, con i 321 sì della Camera al gran completo (270 i no, 4 gli astenuti), ma ha subito la prima sconfitta al Tar Lazio, che ha sospeso i pedaggi stradali in vigore dal primo luglio scorso. Ne deriva anche un (piccolo) problema di copertura, perché il governo intendeva tagliare (con una stima di 200 milioni dal 2011) i trasferimenti all’ Anas per la gestione e manutenzione delle strade e autostrade di sua competenza. Elemento pesante per il governo, è che oltre al consueto ricorso dei consumatori (stavolta il Codacons) il Tar si è pronunciato sui ricorsi delle province di Roma, Rieti e Pescara, e di 41 comuni. A Roma, con Nicola Zingaretti (presidente della Provincia) hanno esultato pure il governatore del Lazio, Renata Polverini e il sindaco di Roma Gianni Alemanno (estranei al ricorso). Per ora si tratta di un’ ordinanza di sospensione della prima sezione, presieduta da Linda Sandulli. Ma la motivazione già prefigura la sentenza: al pedaggio deve corrispondere un servizio, perché non si tratta di una tassa. E in questo caso non c’ è servizio aggiuntivo e non si tratta di strade in regime di concessione, come le autostrade a pagamento. Il Tar cita i casi in cui è stato introdotto «il pedaggio in relazione a uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell’ infrastruttura». In conferenza stampa Nicola Zingaretti, oltre alla «vittoria tecnica», ha implicitamente polemizzato con il governatore Polverini e il sindaco Alemanno, che avevano criticato la misura senza proporre ricorso: «La coerenza paga, e le dichiarazioni senza coerenza sono ipocrisia». La presidente del Lazio ha spiegato di non averlo fatto proprio per non allungare i tempi della sospensiva del Tar, ma di aver sostenuto la Provincia contro «un ulteriore balzello per tanti pendolari e famiglie». Il sindaco Alemanno parla di «segnale importante» e invita il governo a fronteggiare le necessità con un prelievo sui profitti delle concessionarie autostradali. Il viceministro Castelli deplora «il caos di un Paese dove chiunque può bloccare le decisioni del governo». Ma il Tar non è chiunque.

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