19 Novembre 2006

“Manovra senz anima a carico della povera gente“

ADUSBEF E CODACONS SUL PIEDE DI GUERRA “Manovra senz anima a carico della povera gente“

Se ci si mettono anche le maggiori associazioni di consumatori a deplorare senza ritegno la Finanziaria, diventerà impresa sempre più ardua trovare ancora residui sostenitori dell improbabile Manovra approntata da Prodi & Co. Adusbef e Codacons non si sono mai fatte scrupoli a muovere critiche aspre nei confronti delle leggi fiscali che si sono succedute nel corso del tempo a prescindere dalle diverse colorazioni politiche che le hanno contraddistinte. Ma la fantasia del Governo stavolta ha superato ogni limite: le due associazioni hanno calcolato un costo a famiglia pari a 456 euro per questa Finanziaria nuova di zecca che si è già portata in dote ben 56 nuove tasse. Quelli che a Palazzo Chigi si ergevano a paladini degli interessi dei consumatori, asseriscono di voler contrastare l evasione fiscale non con la politica delle deduzioni e del conflitto di interessi, ma con la schedatura dei cittadini mediante la tracciabilità bancaria, che porta indubbi disagi agli utenti ed evidenti vantaggi alle banche per almeno un miliardo di euro all anno. Per non parlare dello sblocco dell Irpef comunale con la soglia di incremento addizionale, che passa da un massimo dello 0,5% allo 0,8%, con l anticipo di un anno, dal 31 dicembre al 1 gennaio, calcolato sul reddito dei dipendenti dal datore di lavoro e trattenute in un massimo di 9 rate mensili a partire dal mese di marzo, graverà fino a 120 euro per i redditi di 40.000 euro, di 90 euro per 30.000 euro, di 60 euro per redditi lordi di 20.000 euro, tutte fasce di reddito che il Governo ha affermato di voler tutelare. Insomma secondo le due associazioni si tratta di una legge finanziaria assurda e priva di respiro, senz anima e senza strategia, a carico della povera gente, che oltre a confermare una vocazione alle stangate (seppur minime), dimostra un avanzato stato confusionale di un Governo che si vergogna ad aumentare le aliquote Irpef sui redditi più elevati (oltre 150.000 euro), per accanirsi sadicamente su quel ceto popolare che afferma di voler difendere.

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