3 Gennaio 2012

Manovra, scattano le addizionali benzina alle stelle, buste paga giù  

Manovra, scattano le addizionali benzina alle stelle, buste paga giù
 

 
Eccolo il primo effetto dell’ imposta addizionale prevista dalla manovra del governo Monti sui carburanti. È quello che da ieri ha fatto ulteriormente lievitare il prezzo della benzina, ormai ritenuto la strada più semplice per fare cassa. E così dopo l’ aumento delle accise deciso per la quinta volta in un anno dall’ esecutivo con il decreto «Salva-Italia», anche molte Regioni italiane hanno optato per un ritocco delle addizionali dal primo gennaio. Con il risultato che il prezzo delle verde ha infranto l’ ennesimo record storico, arrivando in media nazionale a un passo da 1,74 euro al litro, con picchi al Sud di quasi 1,8 euro in virtù (si fa per dire) delle accise già esistenti per ripianare i buchi nei conti della sanità pubblica. Ma un’ altra addizionale, quella relativa all’ Irpef, è già dietro l’ angolo e peserà sulle buste paga dei dipendenti (e in molti l’ hanno già sperimentata visto che la sua applicazione è scattata a dicembre): è anch’ essa prevista dalla manovra, peserà in media uno 0,33 per cento in più e, come già spiegato toccherà alle Regioni applicarla. Ne hanno ampia facoltà anche quelle, come la Campania, che sempre per problemi di bilancio hanno già raggiunto il massimo imponibile: il probabile passaggio da 1,7 a 2,03 per mille è già stato annunciato. Con la conseguenza che sugli stipendi, già inferiori al capitolo aumenti rispetto all’ indice dell’ inflazione (e di fatto fermi a dieci anni fa, come recentemente dimostrato) l’ effetto non sarà affatto trascurabile. Ma torniamo alla benzina. Le addizionali, che riguardano solo la verde e non il diesel, sono scattate ieri in sei regioni (Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Umbria e Lazio). Tra le compagnie petrolifere ad aggiustare i listini è infatti solo la Tamoil (+0,4 cent sulla verde). Tutte le altre hanno «subito» gli effetti delle decisioni prese dalle giunte regionali. Lo dimostra il fatto che il prezzo del gasolio è rimasto sostanzialmente stabile, intorno a 1,7 euro al litro. A livello Paese, rileva «Quotidiano energia», il prezzo medio praticato dalla benzina (in modalità servito) va ora da 1,729 euro al litro degli impianti Shell all’ 1,738 di quelli IP (no-logo in salita a 1,640). Per il diesel si passa dall’ 1,699 euro al litro di Eni all’ 1,702 di Tamoil (no-logo a 1,599). Ma in molte zone in particolare al Centro e al Sud, dove come detto l’ effetto addizionali si fa sentire maggiormente, si sfiora e si supera già 1,8 euro. La corsa senza freni allarma le associazioni dei consumatori. Si riparla di «sciopero della benzina» per far sentire la voce degli automobilisti. Il Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio di cui fanno parte Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori – chiede al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, di convocare ad un unico tavolo di confronto l0Unione Petrolifera, le associazioni dei gestori e i consumator. Obiettivo: «Stabilire finalmente nuove regole finalizzate ad aumentare la concorrenza nel settore e punire le speculazioni sui prezzi». Anche Adusbef e Federconsumatori chiedono un’ iniezione di liberalizzazioni e calcolano un salasso di 192 euro l’ anno per fare il pieno. Cifra «drammatica» a cui si aggiungono peraltro anche le ricadute «indirette» degli aumenti (dei carburanti come dei pedaggi autostradali) sulla merce trasportata su gomma. Che, come è noto, in Italia riguarda l’ 80 per cento del totale del trasporto. Solo sugli alimentari, affermano, l’ impatto sarà di 161 euro in più all’ anno. Secondo la Coldiretti, il caro-carburante contagia infatti ben l’ 86% della spesa. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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