27 Maggio 2017

Manovra: dal 2018 stop al conio per le monete da 1 e 2 centesimi

Dal primo gennaio del 2018 si dirà addio alle monete da 1 e 2 cent. Lo ha deciso la commissione Bilancio della Cmaera che ha approvato un emendamento del deputato Boccadutri (Pd) che sospende il loro conio la prossimo anno. Per equilibrare i prezzi è previsto un meccanismo di arrotondamento che avvicina il prezzo del prodotto o del servizio al multiplo di 5 più vicino. Le monete potranno essere ancora scambiate. L’impatto della norma sarà monitorato dal Garante dei prezzi che dovrà riferire su base semestrale al Ministero dell’Economia le eventuali anomalie che saranno segnalate all’Antitrust. La misura andrà comunicata alla Bce entro un mese dall’entrata in vigore.

Critica Forza Italia che per bocca di Alberto Giorgetti, dice: “Non comprendiamo pienamente le ragioni che hanno portato ad approvare la sospensione del conio delle monete”. Per l’esponente azzurro, “si tratta, infatti, di una norma che avrebbe avuto bisogno un approfondimento più ampio proprio perché non può sottovalutarsi il rischio di ricadute sui consumatori finali, vittime di facili ‘arrotondamenti’ al rialzo”. Critico anche il Codacons che teme che stiano arrivando “una raffica di rincari a danno dei consumatori”. “L’addio alle monete da 1 e 2 centesimi darà vita ad arrotondamenti selvaggi dei prezzi al dettaglio con conseguente incremento dei listini, e il previsto monitoraggio da parte del Garante dei prezzi non servirà assolutamente a nulla – afferma il presidente Carlo Rienzi – Già all’epoca del passaggio dalla lira all’euro abbiamo avuto prova di come le leggi che regolavano gli arrotondamenti siano state violate in modo sistematico da esercenti, commercianti e professionisti, e i prezzi al dettaglio siano stati tutti modificati verso l’alto, determinando una stangata media da “changeover” pari a 1.505 euro a famiglia solo nel 2002, anno dell’introduzione della nuova valuta. Per questo non abbiamo alcun dubbio sul fatto che l’eliminazione dei centesimi, pur in presenza di regole per l’arrotondamento, darà sfogo ad aggiustamenti dei listini al rialzo e a rincari selvaggi a danno delle famiglie, perché il governo non è in grado di controllare i prezzi né sanzionare gli speculatori”, conclude Rienzi.

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