27 Febbraio 2013

Mannini, il grillino che viene da lontano

Mannini, il grillino che viene da lontano

di Marco Barabotti wPISA Gianfranco Mannini: di tutto, di più. Un grande avvenire dietro le spalle, di questo quasi settantenne ancora sulle barricate, oggi in prima linea a Pisa per i grillini (era in lista all’ undicesimo posto alla Camera dei deputati: «Sapevo che non ce l’ avrei mai fatta, la mia è stata una candidatura per spirito di servizio»). «A differenza di molti candidati del M5S – dice sul suo profilo web – ho una storia ingombrante». In effetti ha alle spalle più di quarant’ anni di lotta, «in difesa sempre dei più deboli», ci tiene a dire. Mannini è nato in un orfanotrofio e quando è uscito si è messo a vendere enciclopedie. Verso la fine degli anni Sessanta è stato assunto dall’ Enel, poi si è sposato prendendosi anche cura di quattro figli. Agli inizi degli anni Settanta si è lasciato travolgere dalla stagione dei diritti: il voto ai diciottenni, il divorzio, l’ aborto, i diritti nelle carceri, l’ obiezione di coscienza, l’ abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, il no al nucleare, la giustizia giusta, la protesta non violenta. Sono iniziate le sue battaglie a Pisa, sotto l’ egida dei radicali: la denuncia gli abusi edilizi, la corruzione della classe politica, le barriere architettoniche, le cattive condizioni degli istituti di ricovero. Mannini è andato spesso sui giornali per quel suo modo originale e a volte sghembo di protestare. Come quando prese una gru per denunciare l’ occupazione delle poltrone da parte di politici «che non se ne vogliono andare». Prima lo hanno chiamato Don Chisciotte, poi Attila, anche se è sempre stato un pacifista convinto. I politici “al potere” l’ hanno sempre avuto sulle scatole «quel rompicoglioni del Mannini…». Durante una delle sue tante proteste espose un cartello in cui accusava i politici di Pisa di uccidere la Costituzione. Venne accusato di “diffamazione a mezzo cartello” e condannato in primo grado. «Lo so, è pazzesco e ridicolo – ricorda oggi -, ma un tempo la casta reagiva così. Ricorsi in appello: è lì che incontrai il giudice Vigna (sì, proprio lui, proprio quel Vigna). Il giorno dell’ udienza il giudice prese in mano le carte, arrivò a metà lettura, chiuse il fascicolo e si rivolse alla controparte più o meno così: “E voi avete avuto il coraggio di condannare un uomo così? Ma non vi vergognate? Fui immediatamente prosciolto”». Altre azioni eclatanti, sorvolando sui tanti digiuni: in accappatoio davanti alla prefettura a favore del teleriscaldamento a San Giuliano, con la maschera antigas sul ponte di Mezzo a favore del comitato “Ci avete rotto i polmoni”, in manette davanti al palazzo di Giustizia. Infine è entrato nel sindacato. Prima al Codacons, poi è passato all’ Aduc in qualità di delegato di Pisa e di Livorno («ruolo che svolgo a titolo gratuito»). Ora Mannini si appresta a candidarsi come consigliere al Comune di Pisa per i grillini. Un’ esperienza che tenta di nuovo dopo vent’ anni: vi approdò nei primi anni Novanta coi “Verdi per Pisa-Lista Pannella”. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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