Manifesti e tessere elettorali bruciate si fa strada il partito del non voto
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fonte:
- la Repubblica
Manifesti e tessere elettorali bruciate si fa strada il partito del non voto
PER lanciare il loro messaggio hanno scelto le sedi dei partiti che sostengono i quattro principali candidati nella corsa per Palazzo D’ Orleans. E un aggettivo, quello usato dal ministro Elsa Fornero per stigmatizzare l’ atteggiamento schizzinoso dei giovani nelle scelte lavorative, che ora ritorcono contro la “casta” dei partiti e dei loro big. «Siamo così “choosy” che non scegliamo di votarvi», è scritto sugli striscioni lasciati durante la notte dagli studenti del collettivo universitario davanti ai quartier generali di Pd, Pdl, Mpa e Grande Sud. Con loro, a ingrossare le file del partito del “non voto”, ci sono i precari di Bompietro, gli studenti delle superiori, i disabili dell’ Anio, i dipendenti pubblici del comune di Scicli. Senza contare le decine e decine di appelli all’ astensionismo attivo postate sui social network proprio alla vigilia della chiamata alle urne. E così, dalle piazze al web, si allarga il fronte di chi dichiara che diserterà le urne il prossimo 28 ottobre. Un esercito che, secondo i sondaggi dell’ istituto Demopo-lis, raccoglie il 44 per cento degli elettori siciliani, mentre per l’ istituto Datamonitor si attesta addirittura al 48,9. In sostanza, due milioni di persone, quasi un siciliano su due, potrebbe scegliere di non andare alle urne o di consegnare scheda bianca. I segnali ci sono tutti. E lo testimoniano anche le interviste ai cittadini raccolte ieri mattina in piazza Verdi, a Palermo, online sul sito palermo.repubblica.it Nell’ agorà virtuale è stato lanciato un documento che invita gli elettori a esercitare l’ astensionismo “attivo”. Una forma di protesta che consiste nel recarsi alle urne, registrarsi al seggio e poi rifiutare la scheda, facendolo mettere a verbale dagli scrutatori. Al di là della legittimità o meno dell’ opzione, su cui esistono varie interpretazioni, il documento ha avuto decine e decine di condivisioni sulle bacheche di Facebook. Dal web alla strada il sentimento è lo stesso. A condividerlo sono anche i 76 mila disabili siciliani dell’ Associazione nazionale per le infezioni osteoarticolari, che – dice il deputato del Pd Davide Faraone – minacciano di bruciare le tessere elettorali in piazza questo sabato, per protestare contro un decreto al vaglio del Senato che taglierebbe le percentuali d’ invalidità. Lo scorso 5 ottobre a scende- re in piazza erano stati anche 5 mila studenti, che alla fine del corteo hanno dato alle fiamme centinaia di facsimile elettorali. «Vediamo le solite facce sotto i simboli dei soliti partiti che propongono le solite ricette. Per questo non andremo a votare», ribadisce ancora una volta Federico Guzzo, membro del collettivo studenti medi Palermo. Lo stesso messaggio che lancia Biagio Frusteri, del collettivo universitario autonomo autore dei manifesti che fanno il verso alla Fornero: «Non contestiamo un partito in particolare, ma l’ idea di casta politica e un sistema distorto alla radice». A scegliere di disertare i seggi sono anche i membri del comitato “Basta precari” del comune di Bompietro, che hanno inviato 173 tessere elettorali al Presidente della Repubblica e al prefetto, e i dipendenti del comune di Scicli, senza stipendio da più di tre mesi: «Perché dovremmo andare a votare? Non c’ è motivo, non siamo riusciti ad ottenere nulla», hanno gridato nell’ aula consiliare. Secondo Francesco Tanasi, presidente del Codacons Sicilia, la tentazione dell’ astensione è un virus che dilaga: «La gente non ha capito i programmi e la diversità di progetti fra i candidati. Nessuno di loro ha parlato di difesa dei cittadini e dell’ economia ». Tant’ è. La prova del nove per capire quanti sono i militanti del partito del “non voto” in Sicilia la daranno solo le urne. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
giusi spica
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