4 Febbraio 2011

MANGOSTANO: E’ TUTT’ALTRO CHE UN TOCCASANA, MA UN METODO PIRAMIDALE PER “SPILLARE” SOLDI AI CREDULONI

    DOPO L’ANTITRUST ANCHE IL TAR DA’ RAGIONE AD ADUSBEF E CODACONS CHE AVEVANO DENUNCIATO LA XANGO

    Il mangostano è un frutto tropicale e Xango Juice è il succo a base di mangostano, venduto dalla Xango Italy come "toccasana" per prevenire e curare tantissime malattie, dall’asma al morbo di Parkinson perfino ad alcune malattie gravissime, con medici compiacenti che ne hanno certificato le terapie mediche. In particolare il dottor V. S. decantava le virtù terapeutiche del succo da mangostano, anche con l’esibizione di un video dove affermava di aver sperimentato gli effetti benefici del succo sui propri congiunti chiamati a fare da cavie arrivando a dimostrare analisi comparate sugli stessi congiunti dai valori migliorati e prodigiosamente rientrati nella norma, indicandone l’azienda produttrice, la XanGo LLC, configurando una forma di comparaggio nonché di pubblicità subliminale.
    Adusbef e Codacons avevano denunciato all’Antitrust la pratica commerciale scorretta messa in atto dalla Xango Italy.  L’Antitrust ha avviato un procedimento per pratica commerciale scorretta e il 3 gennaio scorso ha intimato alla società distributrice del succo di: sospendere ogni attività diretta al reclutamento e registrazione di nuovi incaricati, (il cosiddetto sistema di vendita "piramidale"); provvedere ad inserire sul sito web della società, o a rendere comunque accessibile, la documentazione che gli incaricati devono utilizzare per la loro attività promozionale del succo XanGo Juice, priva di alcun riferimento alle proprietà salutistiche del prodotto, comunicando a tutti gli incaricati l’obbligo di utilizzare esclusivamente tale materiale; comunicare all’Autorità l’avvenuta esecuzione del provvedimento di sospensione e le relative modalità entro 10 giorni.
    Il ricorso al Tar del Lazio presentato dalla Xango Italy contro il provvedimento dell’Antitrust è stato respinto, quindi resta valido il provvedimento dell’Autorità Garante del Mercato,che aveva sancito l’illegalità della vendita.
     

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